Serie A: numeri e curiosità della 22° giornata

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Serie A: numeri e curiosità della 22° giornata

Pareggite. Non ingannino i due 3-2 della giornata ed il 4-4 di mercoledì scorso in Inter-Palermo. I gol stanno sparendo dalla Serie A, spazzati via soprattutto dalla messe di 0-0. La 22° giornata ha fatto registrare ben quattro partite senza reti: peggio era andata il 21 dicembre quando nel recupero della 1° giornata si erano avuti ben cinque 0-0. I dati comunque non si discostano molto da quelli della scorsa stagione perché in totale dall’inizio del campionato i risultati “ad occhiali” sono ben ventiquattro, solo due in più rispetto a quelli della scorsa stagione dopo 22 giornate. Nello scorso campionato però solo una volta, alla prima giornata, si registrarono tre 0-0, nelle altre giornate non si superò mai il numero di due per giornata. Più marcata la differenza rispetto alla stagione 2009-2010 quando gli 0-0 dopo la terza di ritorno erano stati solo diciassette.

Cifre in crescita, dunque. Si segna meno: e la causa non risiede sempre nel merito delle difese bensì nella pochezza di certi attacchi che assomigliano più a quelli di squadre di alta Serie B che di tranquilla Serie A.

Inter flop. Sette giorni dopo il ko di Lecce, dobbiamo tornare a parlare dell’Inter, ed ancora in termini negativi. I nerazzurri infatti sono tornati in crisi a suon di gol subiti: con gli otto degli ultimi tre giorni il totale sale a ventinove, tredicesima difesa del campionato. Numeri incredibili per una squadra che nel 2009 ne subì 32 ma in tutto il campionato. E numeri che si inseriscono nel difficile rapporto che l’Inter continua ad avere con lo stadio Olimpico: fu infatti proprio a Roma e contro i giallorossi che i nerazzurri subirono per l’ultima volta quattro reti (1-4 il 7 marzo 2004) ed in generale sono quattro le circostanze in cui l’Inter ha dovuto subire tanti gol all’Olimpico, compreso l’infausto 5 maggio 2002.

Mai nella storia dell’Inter poi si sono registrate quattro reti al passivo in due partite consecutive: il precedente record negativo risale alla stagione 1998-’99, quando dopo lo 0-4 subito a Genova contro la Sampdoria alla 26° giornata (21 marzo ’99), cinque turni più tardi i nerazzurri subirono altre quattro reti, ma facendone cinque. L’avversario? La Roma, ovviamente, nella “famosa” partita di lunedì 3 maggio 1999.

Export Seba. Centodiciottesima presenza in Serie A festeggiata con un gol, e che gol, per Sebastian Giovinco, il venticinquesimo della sua carriera nella massima categoria che lo ha visto esultare per la prima volta il 30 settembre 2007, a vent’anni, quattro mesi e tre giorni in Empoli-Palermo 3-1. Reti così suddivise: sei ad Empoli, tre alla Juventus e sedici al Parma. Cifre già importanti, vista la giovane età del fantasista, ma si può sempre fare meglio. Il sigillo contro il Chievo rappresenta comunque già un importante passo avanti, se non altro perché arrivato in trasferta.

Uno dei limiti del talento tascabile di scuola Juve, infatti, è sempre stato quello di incidere troppo poco lontano da casa, penalizzato anche da una struttura fisica che, in squadre poco portate ad offendere in trasferta, lo rende spesso trasparente. Basti pensare che quello realizzato al Chievo è stato solo il settimo gol in campo esterno della carriera: meno di un terzo del totale. Tre di esse sono arrivate in questo primo scorcio di stagione, altro dato incoraggiante ma quella al Bentegodi è stata solo la terza rete decisiva in trasferta per un giocatore fin qui abbonato ai gol della bandiera. Le altre due reti “pesanti” di certo Seba le ricorda sicuramente molto bene: furono quelle che aprirono le marcature di Juventus-Parma 1-4 del 6 gennaio 2011. Gol cui seguì un’esultanza solo “interiore”, per rispetto alla sua ex (?) squadra.

Vita da vice. Ha recuperato a tempo di record da un infortunio, ed il destino l’ha premiato.

Al 28’ di Palermo-Atalanta Giorgio Frezzolini ha disputato il secondo spezzone (e che spezzone, contrassegnato da super-parate per evitare il tracollo) stagionale dopo quello di Lecce, quando subentrò all’infortunato Consigli. Storia di un girone fa ed infatti l’estremo difensore romano domenica prossima sarà titolare proprio contro i giallorossi, vista l’espulsione subita dal titolare al Barbera. Una bella soddisfazione per il “Frezzo”, che ha compiuto 36 anni lo scorso 21 gennaio e che non compariva nella rosa di una squadra di Serie A da otto anni, quando disputò otto partite nel Chievo in cui faceva il secondo di Marchegiani. Ed è una storia ricca di corsi e ricorsi quella di questo giramondo dei pali, che ha indossato dodici maglie diverse facendosi apprezzare soprattutto a Modena (cinque stagioni consecutive da titolare in B a metà anni 2000) ed ingaggiato lo scorso anno dall’Atalanta con la quale ottenne la prima promozione in A di una carriera che l’ha visto disputare finora appena sedici partite nella massima serie in cui ha militato anche con le maglie di Udinese e Lecce. L’esordio in A avvenne proprio in Friuli, il 26 aprile 1998 contro la Roma. Un’occasione indimenticabile per un laziale doc come Frezzolini che peraltro ha legato il suo nome anche a Milan (nella foto) ed Inter: peccato che il nostro eroe non abbia giocato una sola partita ufficiale con nessuna delle due maglie, pur essendo protagonista di un “clamoroso” passaggio da una sponda all’altra del Naviglio che lo vide trasferirsi all’Inter nell’estate 1999 dopo sei mesi in forza ai rossoneri. Storie di plusvalenze, e di prima repubblica del calcio. Frezzolini invece sta per tornare titolare in A otto anni dopo l’ultima volta, datata 10 aprile 2004. L’avversario? La Roma, of course. Ma la partita non si disputò all’Olimpico, squalificato: bensì alla Favorita di Palermo…

Pochi ma buoni. Mattia Cassani non è certo un giocatore avvezzo al gol. Strano, perché di terzini così forti in fase di spinta, così puntuali al cross e con queste qualità tecniche non ce ne sono molti in giro. Di queste doti però il fluidificante di Borgomanero sembra ricordarsi troppe poche volte quando c’è da inquadrare la porta avversaria in prima persona. Con quello realizzato all’Udinese, addirittura di testa, sono infatti appena tre i gol segnati in A da Cassani in 172 presenze con le maglie di Palermo ed appunto Fiorentina. Pochi gol ma sempre decisivi. Ma non sempre spettacolari: come dimenticare ad esempio l’ultima rete, il tiro-cross che sbloccò il risultato di Palermo-Siena 2-0 datata 14 dicembre 2008, ma come dimenticare soprattutto la prima gioia in assoluto, l’incredibile destro al volo con cui il 6 aprile 2008 inchiodò la sua ex Juventus siglando all’ultimo minuto la rete del decisivo 3-2 per il Palermo? Tutte reti in bianco e nero: come i ricordi di gol troppo lontani.

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