Serie A: numeri e curiosità della 24° giornata

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Serie A: numeri e curiosità della 24° giornata

Battesimi. Giornata ricchissima di battesimi del gol, la 24° di Serie A. Per ben quattro giocatori è arrivata la gioia della prima rete in assoluto in massima serie: si tratta di Daniel Pudil, che ha impiegato appena tre partite, di Urby Emanuelson, a segno alla 29esima presenza, Davide Brivio, in gol al 38° gettione, e Cristiano Del Grosso. Significativa in particolare la statistica legata al terzino bianconero, gemello di Federico attualmente in forza nel “suo” Giulianova, che ha dovuto attendere la presenza numero 150: ma il gol si è rivelato inutile. Sesta marcatura in A invece per Edgar Barreto alla 95^ presenza: il paraguaiano del Palermo non segnava in A dal 2 maggio 2009, quando siglò la rete della vittoria (2-1) per la Reggina a Bologna.

Giallorossi 4ever. Il Lecce ci crede. Serse Cosmi ha rianimato il gruppo salentino che dopo aver fatto impazzire, e qualche volta fermato, le grandi ora prova a rilanciarsi definitivamente dopo la vittoria nello scontro diretto contro il Siena.

E che vittoria! La meravigliosa punizione di Davide Brivio ha infatti dato al successo i contorni del trionfo, e della storia. Perché solo in altre cinque occasioni nelle precedenti undici apparizioni dei giallorossi in Serie A la squadra seppe segnare quattro reti in una sola partita: il 7 gennaio ed il 14 ottobre 2001 (4-2 al Verona e 4-1 alla Fiorentina) mentre nel 2004-2005 la squadra fece meglio riuscendo a calare due poker in una sola stagione. Accadde il 18 settembre 2004, nel 4-1 al Brescia firmato da Bojinov (doppietta), Giacomazzi e Bjelanovic ed il 1° maggio 2005, 5-3 alla Lazio con tripletta di Vucinic. Ma vietato parlare di coincidenze: l’allenatore di quel Lecce infatti era Zdenek Zeman

Mondo Novara. La gestione Tesser è rimasta nel cuore ai tifosi novaresi ma il buon Mondonico è già sulla buona strada per farsi apprezzare. Cinque punti in altrettante partite sono una media interessante per puntare alla salvezza, e se poi si blinda la porta è ancora meglio.

Ujkani infatti non incassa reti da ben 288’, precisamente dal 78’ della partita contro il Chievo, tre gare fa. Un bel passo avanti per la seconda peggior difesa della Serie A, ma non si tratta ancora di record storico. Nella stagione ’51-52, la migliore dei piemontesi in A, chiuso all’ottavo posto, la squadra riuscì infatti a non incassare reti per ben 320’, dal 41’ della trasferta di Firenze (1-1), alla seconda giornata, fino al 1’ della partita di Ferrara contro la Spal, persa 2-1. Al portiere albanese basterà quindi non subire reti per i primi 33’ della trasferta di Catania per entrare nella storia del club. Poi, però, bisognerà pensare a segnare, in casa: nelle ultime cinque partite interne infatti il Novara è andato a segno solo una volta, proprio contro il Chievo. Questo sì che è un record negativo.

Manite Lazio. Un’altra umiliazione per i biancocelesti: la squadra imbattibile in campo esterno di inizio stagione non c’è più e dopo aver aperto il 2012 con lo 0-4 di Siena è arrivata un’altra scoppola, questa volta a Palermo.

Magra consolazione è pensare che alle manite la Lazio si stia inquietantemente abituando: si tratta infatti della quarta volta negli ultimi sei anni che la squadra subisce cinque reti, decisamente troppe per una formazione d’alta classifica. La curiosità è legata al fatto che nessuna di queste si è verificata nelle stagioni più buie, per esempio quella di due anni fa che vide a lungo la Lazio coinvolta nella lotta per non retrocedere, bensì durante campionati di avanguardia. L’ultimo cappotto risaliva al 27 aprile 2008, 5-2 in casa della Juventus: quart’ultima giornata di campionato, Lazio con la testa alle vacanze dopo una stagione da dimenticare e quattro gol al passivo già nel primo tempo prima che Rolando Bianchi e Siviglia salvassero almeno in parte l’onore . In precedenza, si ricordano il 3-5 subito a Lecce il 1° maggio 2005 ma è “indimenticabile” pure l’1-5 subito contro il Milan il 7 ottobre 2007. Ma se quel giorno il capro espiatorio fu individuato in Muslera, oggi le colpe sono ben più distribuite…

I digiuni di Pirlo.

La gioia del primato ritrovato è durata poco, ma per la Juve era importante ripartire. La vittoria contro il Catania è arrivata dopo due 0-0 ma ha soprattutto portato con sé il primo gol in bianconero (vabbè, in rosa…) di Andrea Pirlo, finora leader indiscusso ma senza reti: il fuoriclasse bresciano si è sbloccato da par suo ritrovando una rete che in A mancava dal 2 ottobre 2010. Rete numero 43 in Serie A ma prima in bianconero dopo ventidue partite di campionato. Troppe? Sì, perchè in passato Pirlo fece quasi sempre meglio nonostante un minutaggio inferiore. Per esempio a Brescia, dove impiegò appena cinque partite di Serie A per realizzare il primo gol, che fu anche quello del battesimo in A (19 ottobre ’97 al Vicenza). Stesse cifre per il primo gol alla Reggina, arrivato dopo sette presenze mentre andò peggio all’Inter, dove in ventidue partite Pirlo non trovò mai la via della rete.

Il primo in maglia milanista, dopo la trasformazione da trequartista a play basso, arrivò invece dopo tredici gare, il 30 marzo 2002 contro il Parma.

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