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Serie A: numeri e curiosità della 27° giornata

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Serie A: numeri e curiosità della 27° giornata

Strisce bianconere. La prima vittoria in trasferta si è fatta attendere, ma è arrivata nel momento più importante: con il successo di Cesena, nella prima, storica apparizione della Robur al Manuzzi in Serie A, il Siena ha portato a sette i punti di vantaggio sulla terz’ultima posizione. Una vittoria storica in tutti i sensi: perché fuori casa i bianconeri non vincevano in A da oltre due anni (28 febbraio 2010, 2-1 a Livorno) e perché ha rappresentato il terzo successo consecutivo, quasi una rarità nella storia del club. Quasi, però, perché la striscia si era già ripetuta in un’altra circostanza, tra la 6° e l’8° di ritorno del campionato 2007-2008 quando la squadra di Beretta seppe superare in casa di misura Cagliari e Fiorentina grazie ai gol di Maccarone imponendosi in mezzo per 2-0 l’Empoli (Portanova e Riganò) prima di crollare a Reggio Calabria (0-4). Ora domenica al Franchi contro il Novara l’occasione è ghiotta: poker di vittorie e sarà storia.

Gol “particolari”. Difensori alla ribalta nella 27° di Serie A.

Ben sei reti su venticinque sono state realizzate infatti da chi di solito i gol prova ad evitarli, senza contare quello valido annullato a Danilo dell’Udinese. Due di queste reti però sono più significative delle altre perché, per chi le ha messe a segno, sono arrivate al culmine di un periodo difficile: alle spalle in un caso, in corso nel secondo. Thomas Manfredini spera di aver chiuso un cerchio, quello iniziato proprio un anno fa quando si disputò Ascoli-Atalanta, la partita che lo ha visto indagato per tutta l’estate in quanto sospettato di aver orchestrato la combine insieme al compagno Cristiano Doni. La giustizia sportiva l’ha poi assolto ed ora ecco la rivincita: un gol con tanto di fascia da capitano al braccio, il quinto della sua carriera in Serie A alla presenza numero 158. Cifre più che accettabili per uno stopper che trova con continuità la via del gol da tre anni: l’ultima soddisfazione in Serie A risaliva al 20 gennaio 2010, quello che avviò la rimonta a Bologna per il 2-2 poi firmato da Chevanton.

Le prime due soddisfazioni in A di Manfredini arrivarono però in età verdissima, con la maglia dell’Udinese: il primo addirittura a 19 anni e mezzo, il 19 gennaio 2000, quando il biondo difensore realizzò il terzo gol quindici minuti dopo essere subentrato a Bisgaard.

Daniele Portanova invece il gol alla Lazio vale doppio: perché arrivato sei giorni dopo l’interrogatorio, sollecitato dallo stesso giocatore, in merito alla chiacchieratissima Bologna-Bari 0-4 del 29 maggio scorso, e perché segnato alla Lazio. Anche per il centrale del Bologna la rete è arrivata con i gradi di capitano, vista la panchina di Di Vaio: un gol liberatorio ma un po’ sofferto visto che è stato realizzato contro la sua squadra del cuore. Ma Portanova, romano e cresciuto in giallorosso, si scatena proprio quando vede il biancoceleste: ben tre dei suoi quattordici gol in A in presenze sono infatti stati realizzati alla Lazio. Prima di quello di domenica sera si ricordano quello, inutile, sempre con la maglia del Bologna, dell’11 aprile 2010, il provvisorio 2-1 in una partita poi vinta 3-2 dalla Lazio ma soprattutto quello del 7 novembre 2004, buono per pareggiare l’iniziale vantaggio di Fernando Couto per il definitivo 1-1 di Siena-Lazio.

Si trattò del terzo gol nelle prime dieci giornate nel primo campionato di A della carriera di Portanova. Che ne ha fatta di strada…

Goodbye. Le speranze sono ridotte al lumicino, ma il calendario suggerisce ancora qualche speranza: salvarsi sarà praticamente impossibile ma a questo punto bisogna almeno evitare il record negativo di punti in Serie A. Meno di un anno dopo un campionato da ricordare, il Cesena sta per congedarsi dalla massima serie ma negli ultimi due mesi questo gruppo dovrà raggranellare qualche punto per non entrare nella storia, negativa, del club. Prendendo in considerazione solo i tornei da diciotto e venti squadre, infatti, mai dopo 27 giornate i bianconeri avevano ottenuto così pochi punti: detto che lo scorso anno di questi tempi i punti erano 22, diciassette infatti erano i punti anche allo stesso punto della stagione 1990-’91, quella dell’ultima retrocessione, ma con la regola dei tre punti oggi quei 17 punti ne “varrebbero” 22.

Così come 25 sarebbero i 20 punti ottenuti dopo 27 giornate dei campionati 1988-’89 e ’89-90. Sperare è davvero un atto di fede.

Pocho & Diego. La quinta vittoria consecutiva è realtà e con essa il record eguagliato della stagione 1989-’90. E che vittoria! Da oltre vent’anni, ormai, quando a Napoli si parla di vittorie con sei o più reti all’attivo si pensa al Pescara: “merito” delle due storiche goleade realizzate contro i biancoazzurri. L’indimenticabile 6-0 dell’11 ottobre 1987 e l’incredibile 8-2 del 23 ottobre di un anno dopo. Mai in effetti prima di venerdì sera il Napoli aveva realizzato più di cinque gol negli ultimi quattro lustri. Di poverissimi, però, gli azzurri ne hanno saputi fare due: quello rifilato all’Ascoli il 1° marzo ’92, un 5-1 firmato da una doppietta di Padovano e dalle reti di Careca, Francini ed Alemao, ed il più recente 5-0 di Udine del 2 settembre 2007 quando andarono a segno Zalayeta (doppietta), Domizzi, Lavezzi ed il Pampa Sosa.

Quanto a Lavezzi, il Pocho, in attesa di meritarsi la maglia numero 10, deve ancora raggiungere un record di Maradona, quello delle sei partite consecutive a segno: Diego ci riuscì tra la 14° e la 19° giornata del campionato 1987-’88, e con lo scudetto sul petto. Lavezzi è per ora fermo a quattro: ma se in mezzo ci mettiamo pure l’andata contro il Chelsea il totale sale a cinque. E se mercoledì a Stamford Bridge…

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