Serie A: numeri e curiosità della 28° giornata COMMENTA  

Serie A: numeri e curiosità della 28° giornata COMMENTA  

Un romano ad Udine. Un gol, un mezzo assist ed una prestazione tutta corsa e sostanza, all’insegna della specialità della casa. Beffa finale a parte, modo migliore non poteva trovare Giampiero Pinzi per festeggiare il doppio traguardo appena toccato: i trent’anni compiuti mercoledì scorso e le 300 partite in Serie A raggiunte proprio domenica sera contro il Napoli. Un bottino ragguardevole per questo ex cagnaccio di centrocampo che ha davanti ancora diversi anni per ritoccare i propri primati: ex perché da qualche anno ormai Pinzi ha affinato non poco il proprio bagaglio tecnico trasformandosi da un semplice interditore in una mezzala multiuso a suo agio in tutti i ruoli del centrocampo fino a meritarsi nel 2005 lo storico esordio in Nazionale. Incluso quello di trequartista, posizione in cui lo impiegò Mimmo Di Carlo al Chievo nell’unica esperienza calcistica di Pinzi fuori dal mondo Udinese: due anni, tra il 2008 ed il 2010, per sessantasei presenze complessive condite da quattro reti. Un’esperienza utilissima che ha sbloccato definitivamente il rapporto tra Pinzi e la porta avversaria visto che il giocatore va a segno consecutivamente almeno una volta all’anno da quattro stagioni consecutive. Le altre 234 partite, con gli altri tredici gol, Pinzi li ha firmati tutti in bianconero: fin dai tempi dell’esordio, avvenuto a diciannove anni e nove mesi, il 12 novembre 2000 sul campo del Parma, e del primo sigillo in A, decisivo, messo a segno a tre dalla fine della partita interna contro il Verona del 9 dicembre 2001. L’unico buco nero della sua carriera è quello di non aver mai indossato la maglia della prima squadra della sua amata Lazio, club nel quale è cresciuto facendo parte anche della rosa scudettata nel 1999. Ma la professionalità di Pinzi è a prova di bomba, come dimostrato dal primo gol in questa stagione, realizzato proprio contro i biancocelesti. Senza esultare, però: una debolezza che il pubblico friulano, che lo adora, gli ha perdonato facilmente…

I tre mori. Massimo Ficcadenti ha messo d’accordo tutti: i suoi tifosi del Cagliari, che non l’hanno mai amato, e gli ex del Cesena che lo hanno sopportato a denti stretti lo scorso anno salvo rimpiangerlo durante la fallimentare stagione in corso. Fatto sta che il ritorno al Sant’Elia del tecnico marchigiano è coinciso con una tonificante vittoria, la prima di sempre in otto precedenti di Serie A contro i romagnoli dopo cinque pareggi e due sconfitte: i tifosi rossoblù, da vent’anni ormai abituati ad un calcio d’attacco al punto da farne un mantra con tanto di coro da stadio, hanno visto tante goleade negli ultimi anni. E non poche triplette. Quella di Mauricio Pinilla è stata la seconda consecutiva per il Cagliari dopo quella inutile realizzata da Larrivey contro il Napoli: ma lo scorso anno l’impresa era riuscita anche a Nenè che aveva messo a segno tre reti contro il Catania il 12 dicembre 2010, anche allora in una partita curiosamente caratterizzata da due espulsioni nella squadra avversaria. Quanto a Pinilla, l’attaccante cileno ha messo a segno la prima tripletta in Serie A facendo salire il suo bottino di reti nella massima serie a quindici in quarantasei gare: un bottino niente male considerando gli infiniti guai fisici. Confermato poi il feeling particolare con il Cesena già colpito da una rete di Pini-gol pure in Serie B: accadde proprio due anni fa, il 27 marzo 2010 in Grosseto-Cesena 1-1.

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Viola vergogna. Inutile cercare precedenti: l’umiliazione subita dalla Viola in casa contro la Juventus rappresenta il punto più basso della storia del club gigliato almeno relativamente alle partite interne di Serie A ed ai confronti diretti contro l’”odiata” rivale. Mai infatti la Fiorentina aveva perso in casa in Serie A con cinque reti di scarto: per trovare rovesci simili bisogna risalire ad un’altra rovinosa sconfitta contro la Juve, ma “solo” per 4-1 il 29 aprile 1995, ma soprattutto al 7-3 subito contro il Milan il 4 ottobre ’93 quando i gol di Baiano, Effenberg e Di Mauro non bastarono per coprire l’imbarazzo: il fatto che a fine stagione sarebbe arrivata la seconda retrocessione in B della storia non è esattamente un segnale incoraggiante per il pubblico viola…

Juve5bellezze.Ritrovati i gol, addirittura cinque in un colpo solo, la Juventus festeggia nel migliore dei modi un successo storico per non poche ragioni. In primo luogo la portata del risultato: erano infatti anni sedici anni che la Juve non segnava cinque reti in trasferta in una sola partita di campionato: l’ultima volta accadde il 19 ottobre 2007, 5-0 a Bari con doppietta di Zidane, gol di Del Piero e due autoreti di Ingesson e Garzya. In assoluto, però, l’ultimo poverissimo in campo esterno è datato 19 maggio 2007: non una partita qualunque, ma quella che segnò il matematico ritorno in Serie A. Avversario l’Arezzo allenato proprio da Antonio Conte. Ma a far vantare il popolo bianconero è soprattutto la striscia di imbattibilità: il risultato utile di Firenze, infatti, è il numero ventotto in stagione solo in campionato. Eguagliato il primato storico di ogni tempo che era stato stabilito dalla squadra di Capello nella stagione 2005-2006 quando i bianconeri seppero restare senza sconfitte dall’11° giornata, dopo il ko in casa del Milan, fino al termine della stagione, anche se Calciopoli ha poi annullato quei risultati. Un risultato eccezionale e del tutto inatteso ad inizio stagione ma ora Conte guarda avanti: impossibile almeno per il momento mettere nel mirino il Milan dello stesso Capello, imbattuto per 58 partite tra il 1991 ed il 1993, il prossimo traguardo infatti sono le trenta gare senza sconfitta, tante quante ne seppe mettere in fila il Perugia di Castagner nella stagione 1978-’79. Ma quell’anno gli umbri chiusero al secondo posto, unica squadra di sempre a non vincere lo scudetto pur senza perdere. Ecco, questo record Conte non lo vorrebbe eguagliare.

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Azzurro speranza. Il Novara prova a crederci. Seconda vittoria consecutiva per i piemontesi che sbancano il terreno del Siena togliendo ai bianconeri un po’ di quella tranquillità che la squadra di Sannino si era costruita con i tre successi consecutivi. Ed a proposito di strisce la squadra di Tesser si avvicina alla decisiva sfida interna contro il Lecce sulla scorta di questi sei punti ravvicinati. Un inedito in stagione ma non nella storia del club in Serie A: il passato, seppur remoto, parla infatti di serie positive ben più lunghe del Novara capace di ottenere tre successi consecutivi nelle ultime giornate della stagione 1952-’53: 2-0 alla Sampdoria, 3-1 alla Roma e 1-0 in casa dell’Inter, vittorie fondamentali per una salvezza ottenuta con il brivido. Meglio ancora andò nel miglior campionato di sempre del club, il 1948-’49, quando le vittorie di fila furono addirittura quattro tra la 33° e la 36° giornata: 3-1 al Livorno, 2-1 alla Roma, 4-0 al Genoa e 5-2 alla Lucchese. Per una salvezza miracolosa, quest’anno, bisognerà provare a fare meglio.

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