Serie A: numeri e curiosità della 29° giornata

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Serie A: numeri e curiosità della 29° giornata

Tir in Gabbia. Dovevano giocare insieme contro il Palermo: ma l’espulsione di Consigli ha fatto scoppiare la coppia. Poi contro il Genoa: ma la partita fu rinviata per neve. Finalmente ce l’hanno fatta, ed i risultati si sono visti: Manolo Gabbiadini e Simone Tiribocchi hanno regalato all’Atalanta una vittoria decisiva per un finale di stagione in tranquillità. Difficile pensare che questo possa essere il duo del futuro per la Dea anche se dal punto di vista tecnico sembrano compatibili ed i numeri sono dalla loro parte. Per il Gabbia è arrivato il primo, sospirato gol in Serie A alla presenza numero 19: uno score non esattamente da predestinato, vista la buona fama di cui gode, ma in fondo si trattava solo della terza da titolare. Tutt’altra storia per il vecchio Tir: quello contro il Bologna è stato il secondo gol stagionale, non decisivo come quello contro il Catania, ma prezioso a livello personale.

Rete numero 39 in Serie A in 144 presenze spalmate con le maglie di Torino (l’unica maglia con cui non ha segnato nella massima serie), Chievo, Lecce ed Atalanta. Un ruolino importante per una punta di scorta che, con il contratto in scadenza nel 2013, utilizzerà l’emergenza atalantina per strappare un altro ingaggio. Possibilmente in Serie A.

Miccoli vede 100. Non è ancora chiaro se sia lui a migliorare invecchiando oppure se la pochezza del Palermo 2011-2012 a far risaltare il suo rendimento. Ma i numeri parlano di un Fabrizio Miccoli mai così prolifico come in questa stagione: una bella soddisfazione per il Romario del Salento che proprio un anno fa di questi tempi meditava un addio all’amata maglia rosanero. Ed invece il ragazzo ha cominciato a segnare dalla prima partita, la “folle” gara contro l’Inter, e promette di smettere solo all’ultima giornata, o comunque dopo aver portato in salvo la sua squadra attestandosi al momento a quota dodici in ventitre presenze.

Numeri alla mano Miccoli potrebbe infatti ritoccare il suo record di 19 gol in una stagione di Serie A, fissato nel magico campionato di due anni fa in cui i rosanero sfiorarono la qualificazione ai preliminari di Champions. Considerando infatti solo i campionati a venti squadre mai a nove giornate dalla fine Miccoli aveva toccato quota dodici reti in campionato fermandosi curiosamente sempre alla stessa cifra tanto nel 2009 che nel 2010 come pure nel 2005 quando con la maglia della Fiorentina raggiunse per la prima volta la doppia cifra in Serie A (dodici reti). E quella cifra è dieci, un numero certo non casuale nella carriera del giocatore. Meglio aveva fatto solo a Terni, ma in Serie B, dove alla 29° giornata del campionato 2003-2004 aveva messo a segno tredici gol. Il totale intanto di presenze in A è salito a 225 con 91 reti: inutile dire quale sia il prossimo traguardo.

Da raggiungere possibilmente quest’anno.

Poco Maggica. Hai voglia a parlare di stagione di transizione: quando in squadra hai giocatori come Osvaldo e Totti, Gago o Pjanic, pur senza puntare al titolo bisogna gettare i semi per un campionato d’avanguardia. Ed invece tutto quello che sta riuscendo alla Roma di Luis Enrique è ritoccare i propri record negativi. Come il numero delle sconfitte in una sola stagione: al momento siamo ad undici contando il solo campionato (altrimenti il totale salirebbe a tredici) e questa cifra non ha precedenti nella storia romanista dopo ventinove giornate. Tenendo ovviamente fuori dal conteggio le due stagioni in cui Spalletti e Ranieri andarono ad un soffio dallo scudetto, neppure negli anni peggiori i giallorossi erano usciti senza punti così tante volte. A partire dalla scorsa stagione quando nonostante il 6° posto finale, stessa posizione attuale, le sconfitte totali furono undici e “solo“ otto dopo 29 partite stesso dato riscontrato nel 2001 e nel 2009, altri due anni horribili.

Ma il dato più eloquente è quello riferito alla stagione 2004-2005, quello della salvezza col fiatone firmata Cassano a Bergamo a due giornate dalla fine. Allora infatti le sconfitte alla giornata 29 erano state dieci, una in meno di oggi. Andatelo a spiegare a Pallotta & c…

Mobido & Simone. Fino a poche settimane fa giocavano insieme: o meglio guardavano gli altri giocare, in particolare Del Nero. Ma domenica 25 marzo ha rappresentato una giornata da ricordare per due che, insieme, hanno totalizzato 160 presenze in Serie A realizzando la metà dei gol segnati da Nocerino in una sola stagione. Particolare la storia di Del Nero: trequartista promettente nella primavera dell’Empoli, alle soglie dei 30 anni la sua carriera non è mai decollata davvero. In cinque anni alla Lazio ha visto il campo solo per ventidue spezzoni: per questo ha scelto di rilanciarsi a Cesena, pur accettando il trasferimento pur solo alle 18.55 del 31 gennaio.

Fiducia ripagata da un gol forse inutile ma che fa salire il totale a tre reti in 69 presenze: l’ultimo arrivò addirittura sette anni fa, il 15 maggio 2005 in Bologna-Brescia 1-2. Mobido Diakitè invece ha saputo aspettare il suo turno e nella sua storia alla Lazio c’è sempre di mezzo l’Udinese: prelevato dal Pescara nel 2007, esordì in A a vent’anni, il 1° aprile 2007, proprio contro i bianconeri, la stessa squadra a cui segnò la prima rete in A il 14 dicembre ’98 nella spettacolare rimonta da 0-3 a 3-3. Poco spazio ma tanti infortuni, tra cui quello gravissimo contro il Torino alla prima giornata del campionato 2007-2008: cinquantasette le presenze complessive e contro il Cagliari ecco il secondo gol in A. Per distanziare l’Udinese, of course.

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