Serie A: numeri e curiosità della 35^ giornata COMMENTA  

Serie A: numeri e curiosità della 35^ giornata COMMENTA  

Usato sicurissimo. Se lo si guarda superficialmente non dà esattamente l’impressione di un atleta modello: statura sotto la media, fisico tutt’altro che asciutto, qualche chilo di troppo. Ma i numeri di Fabio Simplicio vanno oltre le apparenze facendo del 32enne brasiliano uno dei centrocampisti più prolifici degli ultimi vent’anni di Serie A. Dopo il gol realizzato contro il Napoli, festeggiato con una singolare “visita a parenti”, le statistiche parlano di 43 reti in 241 partite di Serie A, una media da far invidia a qualche attaccante di seconda fascia. Pupillo di Arrigo Sacchi, che lo vide nel San Paolo portandolo al Parma nell’estate 2004, Simplicio realizzò il primo gol italiano il 6 febbraio 2005, quello del provvisorio 1-0 al Tardini contro l’Inter (2-2 il finale): il brasiliano ha saputo farsi apprezzare dai tanti allenatori avuti in Italia grazie al suo senso tattico, che gli ha permesso di giocare in tutti i ruoli della mediana, trequartista compreso, oltre che a capacità tecniche più che interessanti capaci magari di supplire ad un dinamismo non eccezionale. Solo in questa stagione ha segnato quattro reti, e non è affatto detto che la Roma del futuro faccia a meno di lui nonostante il contratto in scadenza nel 2013: il record personale di gol in un anno è di dieci nel 2006 a Parma. Ci sarà un’altra stagione per provare quantomeno ad avvicinarlo?

Crociati e deliziati. Terza salvezza consecutiva per il Parma di Tommaso Ghirardi cui manca però ancora il salto di qualità. Dopo il sogno-Champions con Guidolin nel 2010 sono arrivati due campionati sotto tono: quello dello scorso anno, con l’incubo retrocessione svanito solo a due giornate dalla fine, e quello di quest’anno, più tranquillo ma nella sostanza anonimo. Ed in attesa di capire se, come pare, Giovinco se ne andrà, Donadoni punta a gettare le basi per una buona partenza nella prossima stagione. La vittoria di Lecce ha fatto bene a tutto il campionato (salentini esclusi, s’intende) perché ha visto una squadra ormai salva andarsi a giocare la vittoria contro una formazione disperata ma soprattutto ai numeri della storia dei crociati che hanno infilato la quarta vittoria consecutiva, una striscia che non si registrava tra la 28^ e la 31^ giornata del torneo 2005-2006, quando, con Mario Beretta in panchina, Messina, Livorno, Lecce ed Inter caddero consecutivamente sotto i colpi dei gialloblù. Tutte vittorie decisive per un’altra salvezza. Il record del club è di cinque successi di fila, raccolti tra la 24^ e la 28^ giornata del campionato 1999-2000 con Alberto Malesani, precisamente tra il 5 marzo 2000, con il 3-0 alla Reggina, fino al 2 aprile con l’1-0 al Milan firmato Hernan Crespo. In mezzo furono sconfitte Bari e Piacenza (1-0) e Cagliari (2-3 in Sardegna). Per eguagliare il primato Donadoni dovrà battere l’Inter mercoledì sera al Tardini.


Magyarorszag. C’era una volta la Grande Ungheria. Puskas, Kocsis ed Hidegkuti: per i calciofili più giovani forse sono nomi sconosciuti ma in realtà si tratta di pietre miliari della storia del calcio, capaci di fare della Honved Budapest una delle squadre più forti di ogni tempo.

A penalizzarli solo l’assenza delle Coppe Europee mentre a livello di nazionale quella squadra avrebbe meritato di vincere qualcosa di importante, ma del Mondiale ’54 si parlerà in eterno.

Ma il declino è stato inesorabile e da quei tempi del calcio ungherese non è rimasto praticamente nulla: la Nazionale non si qualifica per una grande manifestazione dal 1986, quando collezionò brutte figure in serie ai mondiali messicani, e pure a livello di giocatori non si è segnalato più nulla eccetto l’eterno incompiuto Lajos Detari, che fece flop anche a Bologna.

L'articolo prosegue subito dopo

Così gli unici ungheresi a segnare in Serie A sono stati i pionieri dell’ante-guerra mentre negli ultimi vent’anni si sono registrate le reti di appena due giocaori: Istvan Vincze, meteora a Lecce a fine anni ’80 (4 gol in 45 partite tra il 1988 ed il ‘90, nella foto la sua “figurina”), e Gergely Rudolf, visto lo scorso anno nel Genoa e nel Bari con tre gol complessivi in 25 apparizioni. A meno che non si voglia considerare ungherese anche un apolide come Gyorgy Garics, già nazionale austriaco ma nativo proprio dell’Ungheria. Il terzino classe ‘84, autore del terzo gol del Bologna contro il Genoa, ha realizzato domenica il terzo gol in A alla presenza numero 120 tra Napoli (2006-2008, 26 gettoni più undici in B), Atalanta (65 partite tra il 2008 e 2010) ed appunto Bologna, dove milita dalla scorsa stagione con ventinove presenze complessive. Portato in Italia da Pierpaolo Marino, Garics segnò la prima rete italiana niente meno che al Milan, nello storico 3-1 dell’11 maggio 2007 che estromise i rossoneri dalla Champions 2008. Il giocatore ha anche partecipato con l’Austria all’Europeo casalingo del 2008: tormentato da gravi infortuni sta dimostrando di meritare fiducia. In attesa che lo raggiungano altri connazionali.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*