Serie A: numeri e curiosità della prima giornata

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Serie A: numeri e curiosità della prima giornata

La prima giornata di Serie A è andata in archivio: ci sono voluti quattro mesi, ma ce l’abbiamo fatta. Colpa dello storico sciopero di fine agosto, quello per il rinnovo del contratto collettivo che peraltro allo stato attuale è stato sì firmato da tutte le parti in causa ma ancora sprovvisto dell’intesa sui punti chiave dei fuori rosa. Ma a Natale è meglio non soffermarsi su certi discorsi: d’altronde, in queste ore, tali pensieri sono lontanissimi dalle menti dei calciatori, dislocati in giro per il mondo a godersi la settimana di vacanza imposta dal regolamento (alla faccia della crisi). Però ne è valsa la pena di attendere perché il recupero della 1° giornata ha visto tante emozioni e ben trentuno reti, più tutte quelle sbagliate (vero Lecce?). Nasce così una nuova rubrica, alla caccia delle curiosità e delle statistiche delle dieci partite della giornata. Ce n’è per tutti i gusti.

Bentornato. Guido Marilungo ed il gol, un rapporto che sembrava incrinato.

L’ex enfant prodige delle giovanili della Sampdoria è tornato a segnare in Serie A mercoledì sera in Atalanta-Cesena due anni e mezzo dopo le uniche reti finora realizzate nella massima serie. Anche in quel caso si trattò di una doppietta, peraltro all’esordio assoluto in A: il 26 aprile 2009 Walter Mazzarri lo mandò in campo dal primo minuto di Sampdoria-Cagliari e Marilungo ripagò con due reti, quella dei provvisori 1-0 e 2-1. La partita finì poi 3-3 ma da quel giorno Marilungo ha disputato altre ventisette gare di A senza trovare la via della rete. Digiuno interrotto dalla doppietta contro il Cesena.

Arrigoni vede nero(azzurro). Continua ad essere conflittuale il rapporto tra Daniele Arrigoni e l’Atalanta. Il tecnico di Borello mercoledì sera è tornato all’Azzurri d’Italia quasi cinque anni dopo quel terribile 14 gennaio 2007 quando, sulla panchina del Livorno, subì un pesante 5-1 contro la Dea, anche allora allenata da Colantuono.

Questa volta i gol al passivo sono stati solo quattro ma soprattutto questa volta Arrigoni ha evitato l’esonero, seppure virtuale. Dopo quel pomeriggio infernale infatti il presidente Spinelli decise di esonerarlo, salvo tornare sui suoi passi su richiesta della squadra. L’esonero però arrivò comunque, il 20 marzo dopo lo 0-4 di Udine. Al suo posto fu chiamato Nando Orsi che riuscì a salvare i labronici.

Gol? No grazie. Il recupero della 1° giornata ha segnato anche il ritorno al gol di due stranieri ormai veterani del calcio italiano, Rodrigo Taddei e Walter Gargano. Il romanista ha siglato il vantaggio giallorosso a Bologna spezzando un digiuno lunghissimo per uno come lui abituato a trovare la porta con regolarità (trentaquattro i gol realizzati in A), un digiuno che durava dal 1° maggio 2010, terz’ultima giornata del campionato dello scudetto sfiorato dalla Roma. Quel giorno Taddei segnò la rete del 2-0 a Parma: la partita finì poi 2-1 per la squadra di Ranieri.

Peggio era andata a Gargano: il motorino di Mazzarri non segnava addirittura da quattro anni e mezzo, precisamente dal 27 ottobre 2007 nello “storico” 3-1 del Napoli alla Juventus, la partita delle polemiche per i rigori assegnati agli azzurri. Da quel giorno l’uruguaiano ha giocato altre centoventicinque partite di campionato senza mai trovare la via della rete. Il Genoa ha fatto il miracolo.

Mal di gol. Il Siena è nella storia. Ma in negativo. La gestione Sannino ha infatti stabilito il poco invidiabile primato della più alta astinenza di reti nei nove campionati di massima serie disputati dai bianconeri. L’ultimo gol è infatti quello firmato da Alessandro Gazzi all’86’ della partita contro l’Atalanta, terminata 2-2 il 27 novembre. Da quel giorno si sono giocate altre cinque partite, tutte con lo zero nella casella reti segnate. L’astinenza è così di 454’: il “record” precedente era di 391’, stabilito tra la 6° e la 10° giornata della stagione 2009-2010, precisamente tra il 56’ di Napoli-Siena 2-1 (gol di Maccarone) all’87’ di Bologna-Siena 2-1 (Calaiò). Meglio non approfondire come finì la stagione della Robur…

Feliz Navidad.

Natale con doppia festa per due sudamericani del calcio italiano ma pure per una giovane promessa nostrana. Ricky Alvarez, Cristobal Jorquera ed Andrea Catellani hanno infatti trovato la gioia del primo gol in Serie A. Ad accomunarli numeri di presenze piuttosto simile prima di poter esultare: nove per l’interista, dieci a testa per gli altri. Cento di questi gol. Per Catellani gioia doppia: reggiano doc, ha rotto il ghiaccio contro il Parma…

Peggio di così… L’1-6 rimediato al San Paolo è costato il posto ad Alberto Malesani, ma nel libro nero della storia del Genoa la partita rimarrà come una delle pagine più tristi della storia recente. Unica, magra consolazione il fatto che si sia trattato “solo” del terzo peggior rovescio di sempre nella lunga storia del Grifone in Serie A: scavando infatti si ritrovano lo 0-8 casalingo subito contro il Milan il 5 giugno 1955 e lo 0-7 in casa della Juventus datato 7 marzo 1965. Si può fare di più.

Napoli 6 forte. Un Natale all’insegna del sei. Non è il voto che gli azzurri si sono meritati in questo fantastico 2011 bensì il numero di reti segnate al malcapitato Genoa. Ma sei è anche il numero delle volte in cui il Napoli ha saputo realizzare sei reti in una sola partita di Serie A: l’ultima risaliva proprio ad undici anni fa esatti, il 16 dicembre 2000 quando i gol di Baccin, Magoni, Nicola Amoruso su rigore, Bellucci, Troise e Jankulovsky schiantarono per 6-2 la Reggina, nella stagione chiusasi peraltro con l’ultima retrocessione in B. Tra le altre goleade resta indimenticabile il 6-0 al Pescara datato 11 ottobre 1987. Quel giorno andò a segno l’intero tridente MaGiCa insieme a Bagni, Romano con un’autorete di Benini a chiudere il tabellino. Quell’anno sul petto degli azzurri campeggiava il tricolore.

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