Serie B: i voti del calciomercato di gennaio

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Serie B: i voti del calciomercato di gennaio

Albinoleffe 5: immobilismo totale. Sarà forse colpa dello scandalo-scommesse ma la rosa doveva essere rinforzata in ogni reparto, a partire dall’attacco. Ed invece Salvioni dovrà fare come Fortunato: i miracoli.
Ascoli 6.5: l’addio di Gazzola è stato pesante ma necessario e le entrate sono convincenti a cominciare dall’erede Scalise e da Gerardi, la punta di sfondamento che mancava. La rosa è superiore a quella dello scorso anno, il morale alto: altra impresa in arrivo?
Bari 6: già riuscire ad arpionare Romizi, visto il contesto societario, è stato un mezzo miracolo del ds Angelozzi che ha dovuto fronteggiare il necessario ma pesante addio a Donati. Alla fine però l’attaccante non è arrivato ed era proprio questa la pedina necessaria per poter sperare in playoff forse irraggiungibili. A Torrente il compito di stupire.
Brescia 6.5: meglio tardi che mai. Dopo un’estate con le mani legate, ed una prima parte di stagione sull’altalena, il presidente Corioni ha deciso di spendere.

Dopo aver incassato, però: così, salutato Juan Antonio, ecco Foti ed Accardi. Caldirola è ok per la difesa ma la ciliegina è Piovaccari, nella speranza che si rilanci dopo sei mesi in naftalina. La rosa a disposizione di Calori sembra adeguata per stazionare tra le prime dieci. Ma Scienza rosica…
Cittadella 6: quando la progrmmazione vale più dei colpi ad effetto. La bassa classifica è lontana e la rosa non richiedeva particolari sforzi economici: il ds Marchetti ha mandato a giocare Martignago scommettendo su Paolucci, più pronto. Ma un centravanti in più non avrebbe guastato…
Crotone 5: il momento è delicato, il cambio di guida tecnica sul finire del mercato lo ha reso ancor più complicato. Ma le delusioni si sommano: sfumato Vantaggiato, di fatto in attacco non è cambiato nulla eccetto l’acerbo Essabr. Calil non potrà fare sempre pentole e coperchi: Drago dovrà superarsi per evitare i playout.

Empoli 5.5: il terzo cavallo di ritorno, Maccarone, ma pure il pesante addio di Coralli.

Non solo in campo, l’Empoli è irriconoscibile pure fuori: il ds Vitale sacrifica il bomber scontento per scommettere su un attaccante di valore ma reduce da un periodo a dir poco nero. Gallozzi ok per il centrocampo.
Grosseto 6: i playoff sono ancora a portata di mano, e questo mercato aiuta a tenere in piedi il sogno. Solo Calderoni è un buon investimento, Jadid, Keko e Misuraca invece non sembrano all’altezza delle ambizioni del presidente che però sembra vivere su un pianeta diverso lontano dalla realtà. E Gerardi non è stato sostituito.
Gubbio 6.5: investimenti oculati ma di qualità per inseguire la salvezza. Nwankwo è un buon affare così come Mastronunzio, sul quale pesa però l’incognita dell’ultimo anno e mezzo da buttare.
Juve Stabia 6.5: molto difficile migliorare una rosa che sta già correndo oltre ogni previsione ma Di Somma si è superato. Caserta è potenzialmente decisivo in categoria e l’arrivo di Ceccarelli ricorda quello di Sau: un ultim’ora di qualità.
Livorno 6: società in vendita, soldi pochi, voglia di investire ancora meno.

Per fortuna che almeno Dionisi è rimasto altrimenti Madonna sarebbe stato davanti ad una montagna ripidissima. Bernacci non è esattamente ciò che ci voleva e Genevier non è stato sostituito.
Modena 6.5: un mercato in linea con le aspettative estive, quelle di una squadra che avrebbe dovuto vivere da vicino la lotta playoff. Raddoppiato il parco attaccanti con Ardemagni e Cellini, in mezzo la qualità ed i gol di Signori son un’arma vincente. Insomma c’è tutto per una salvezza tranquilla, basta proseguire la buona media-punti di Cuttone.
Nocerina 6: la buona volontà non è mancata ma l’impresa è ai limiti dell’impossibile. Per il distacco dalla zona-salvezza, appesantito dalla grave sconfitta di Ascoli, e perché fare una rivoluzione a gennaio è sempre pericolosissimo, si veda l’esempio del Frosinone della scorsa stagione. Sulla carta la qualità della squadra può farcela (non che dopo l’estate la rosa fosse scarsa) ma bisognerà ridurre le disattenzioni difensive. Ammesso che basti.

Padova 4: tante chiacchiere, un solo affare.

Foschi si è ritrovato con in mano il classico pugno di mosche ed il malumore cresce, in città ed in società. Doveva arrivare un attaccante e non si è visto: per motivi imprecisati sono sfuggiti tanto Piovaccari che Larrondo ma soprattutto Dionisi, così è rimasto lo scontento Cacia. Ma forse la lacuna peggiore è quella difensiva: dietro Legati, Schiavi e Trevisan non fanno insieme un buon centrale eppure la casella acquisti registra solo il nome di Bentivoglio. Utile per il 4-3-1-2, ma in quel modo che fine farà Cutolo. Confusione pericolosa.
Pescara 6.5: la squadra è letteralmente esplosa in mano tanto a Zeman che a Delli Carri. Non occorrevano quindi grandi ritocchi eppure è stato fatto quanto bastava: già ottima la resa di Nielsen, Caprari potrà rappresentare il valore aggiunto con i campi asciutti. Sicuri verso la meta?
Reggina 5.5: un mucchio di trattative, ma all’atto pratico la rosa non si è rinforzata perdendo anzi l’unico valore assoluto.

L’addio di Missiroli apre una falla che non è stata tappata neppure con gli arrivi dell’ultim’ora, i promettenti Armellino e Melara. Il modulo di riferimento sarà ancora il 3-5-2: almeno è rimasto Rizzo e si è risolto il problema portiere con il talentino Zandrini ed il “vecchio” Belardi. Ok i movimenti in difesa ma agguantare i playoff sarà un’impresa.
Sampdoria 6: rivoluzione era annunciata, e rivoluzione è stata. Via di fatto un intero reparto, quello di centrocampo, che può contare sulla qualità di Renan, ottimo per dimenticare Palombo, il problema è paradossalmente l’ingorgo in attacco: tra Eder, Pozzi e Bertani uno è di troppo e tutti gli indizi portano all’ex novarese così come tra Juan Antonio e Foggia. La rosa è pletorica ma non di primissima qualità: playoff ancora lontani.

Sassuolo 7.5: serviva poco, è stato fatto di tutto. Acquistati due dei migliori giocatori della categoria nei rispettivi ruoli, Missiroli e Gazzola, che non sono ancora stati decisivi e questo la dice lunga sulla qualità della rosa.

Ed il tutto è stato fatto con grande anticipo sulla concorrenza, segnale di idee chiare ed organizzazione. Incomprensibile però l’arrivo di Troianiello, esterno da 4-4-2.
Torino 5.5: troppe incognite. Da Salvatore Masiello, il terzo terzino sinistro della rosa e perdipiù inattivo da agosto, fino a Meggiorini, il Calloni del terzo millennio. Servivano degli esterni d’attacco ed è arrivato Pasquato, che non è neppure di ruolo ed è pure giunto con una formula strana, in prestito secco dalla Juve. Paradossale il balletto su Bianchi: si voleva cederlo ma è dovuto rimanere. Con quale spirito? Ventura scivola in seconda fila?
Varese 7: le idee sono chiare. Si punta ai playoff, e per farlo ecco giocatori adatti al modulo di Maran, se non veri pupilli del tecnico come Granoche. Sono arrivati due centravanti di stazza come l’uruguaiano e Plasmati e per armarli ecco due esterni di primo piano come Rivas e Pettinari. Mosse oculate che fanno dimenticare l’addio a Carrozza. Obiettivo alla portata.
Verona 5: d’accordo che non si voleva rovinare l’alchimia creata in questi mesi dal gruppo della promozione ma si è sprecata l’opportunità di fare il salto di qualità. Tante trattative in attacco ma alla fine è arrivato solo il portiere Frattali: trattenere Hallfredsson è stato comunque difficile ma l’esplosione di Lepiller potrebbe non bastare.
Vicenza 6: sufficienza risicata grazie alle conferme eccellenti, quelle di Frison e di Rigoni sr, due dei valori assoluti della squadra, ed all’arrivo di Gigi Bianco, il terzino sinistro che mancava. Davanti però le idee sono confuse: scaricato Paolucci alla fine il giocatore è rimasto ma sarà chiuso dall’arrivo di Pinardi che obbligherà Cagni a cambiare modulo.

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