Serie B, il punto: ancora tutto da decidere. Possibilmente sul campo COMMENTA  

Serie B, il punto: ancora tutto da decidere. Possibilmente sul campo COMMENTA  

Altro che campionato spezzatino, ormai in Serie B si gioca tutti i giorni. E ad ogni ora. Nella settimana che va a concludersi la classifica è stata ridisegnata quasi ogni giorno: dal lunedì al martedì fino al venerdì quando, mentre erano in campo due pretendenti alla promozione diretta, la graduatoria subiva l’ennesimo scacco con la restituzione dei tre punti al Padova per il “caso black out”. Tutto questo ha poco a che fare con la regolarità del campionato anche se i risultati sono straordinari, almeno per un osservatore esterno. Quasi mai come quest’anno infatti ad appena 540’ dal termine della regular season è tutto ancora in ballo, eccetto forse l’ormai scritta retrocessione dell’Albinoleffe. A partire dalla testa della classifica dove solo apparentemente non è successo nulla, con il Torino sempre in vetta: il 2-1 al Crotone ha restituito un pizzico di serenità a Ventura ed alla squadra ma in campo si è visto troppo nervosismo. Inevitabile, forse, ma per condurre in porto la nave occorrerà rimettere i nervi a posto visto che da martedì il calendario non regalerà più spianate almeno fino alle ultime due giornate, e visto che da dietro hanno ripreso a spingere.


A partire dal Pescara che dopo la scorpacciata di Padova impiega 80’ a Gubbio per fare breccia nella terza peggior difesa del campionato: misteri del calcio ma quattro pali e venti tiri in porta la dicono lunga sul dominio della squadra di Zeman. La partita certo non fa testo perché raramente anche in B si assiste ad un tale divario tecnico e tattico ma se i biancocelesti fossero davvero tornati sarebbero guai per tutti, Toro e Sassuolo (che dimostrazione di forza a Brescia!) compreso e compreso pure il Verona, che esce con le ossa rotte da un turno in cui è stata l’unica del poker di testa a non vincere. Teoricamente anche il Padova sarebbe potuto tornare in corsa per la promozione diretta in caso di vittoria a Grosseto ma la squadra di Dal Canto non sfrutta l’inatteso “regalo” della Corte Federale (la sentenza, forse legittima nel merito, non lo è certo nella sostanza viste le acclarate responsabilità seppur oggettive del club) buttando letteralmente al vento la vittoria: un chiaro segnale di debolezza caratteriale del gruppo che ora torna a guardarsi le spalle dagli attacchi del Varese ma soprattutto di una Sampdoria che non sarà bellissima ma che, meglio tardi che mai, ha appreso il verbo della cadetteria. Sei vittorie e tre pareggi nelle ultime dieci partite sono più di un segnale, i playoff a questo punto sono un obbligo. Una citazione la merita anche il Modena: la squadra di Bergodi ha vinto sei delle ultime dieci partite ma ormai è tardi per sognare quel posto agli spareggi cullato in avvio di stagione.


Intanto la giornata, che fa segnare solo ventidue reti ma appena due pareggi, potrebbe essere ricordata come quella della svolta sul fondo classifica: il successo della Nocerina a Vicenza lancia i molossi di Auteri, protagonisti di una sensazionale rimonta, verso i playout e fa sprofondare una squadra, quella biancorossa, ormai allo sbando sotto ogni punto di vista.

I due rigori sbagliati sono poi un sinistro segnale di un anno no ed il trend che parla di una sola vittoria negli ultimi quattro mesi sembra una condanna.

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Trema pure il Livorno che perde nettamente ad Ascoli: il gruppo non sembra aver ancora assorbito la tragedia e pare in caduta libera mentre neppure il calendario aiuta. Martedì al Picchi arriverà il Torino. Hai visto mai…

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