Serie B, il punto: i segnali di Verona e Padova

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Serie B, il punto: i segnali di Verona e Padova

Veneto power. Verona e Padova non si amano: ce ne siamo accorti all’andata mentre al ritorno si è registrato uno 0-0 alla camomilla nel peggior momento di entrambe. Ma ora la speranza di Mandorlini e Dal Canto è quella di non rimpiangere quei due punti perchè la 30° giornata ha riproposto d’autorità le candidature di entrambe per la promozione diretta mai così avvincente con cinque squadre in corsa nelle ultime stagioni a dodici giornate dal via. Come commentare altrimenti la capacità di gialloblù e biancoscudati di sbancare due campi come quelli di Brescia e Torino? Sornione ed accorto il Padova, mentre devastante è stata la prestazione dell’Hellas che vola al terzo posto scavalcando il Sassuolo ed a soli due punti dall’avversario di giornata ed incrina le certezze del Toro, al primo ko interno. Mai in partita la squadra di Ventura è stata travolta sotto ogni punto di vista ed ora è pure in svantaggio negli scontri diretti: e se sul campo si è visto com’è andata saranno le prossime giornate a capire tanto se i granata sapranno ritrovari quanto se quella di Mandorlini è stata gloria transitoria o no. Difficile pensarlo quando si ha il coraggio di andare a prendere il Toro sul suo campo e quando si dispone di giocatori come Hallfredsson, Tachtsidis e Gomez.

L’altro fatto del giorno è la caduta del Brescia: peccato che i ragazzi di Calori scelgano il momento peggiore per la prima sconfitta dopo l’esaltante cavalcata durata due mesi e mezzo. Perché la caduta contro il Padova non farà felice il tecnico, messo alla porta dai veneti un anno fa, oltre che Arcari, la cui imbattibilità si ferma dopo 907’, ad una ventina di minuti dal record di sempre di Seba Rossi: beffardo il fatto che a battere il portiere sia stato un compagno, Martina Rini, ma i rimpianti stanno a zero visto che cinque minuti dopo Trevisan inchioda i lombardi, poi incapaci di rimontare. Fatale il cambiamento tattico voluto da Calori, che ha osato le due punte, ma pure il pressing del Padova, che pianta una bandierina fondamentale per il proprio campionato: forse è tardi per inseguire la promozione diretta ma quantomeno i playoff ora sono più saldi. Quello stesso traguardo inseguito dal Brescia, dalla Reggina che cade malamente contro un encomiabile Bari, dalla Sampdoria fino al Varese, vittima della sorpresa della giornata, il colpaccio dell’Empoli che spezza la lunga serie positiva dei bosini andando addirittura a violare l’Ossola.

Una potenziale svolta del campionato dei toscani per una classifica che si accorcia in coda: complice infatti anche la caduta del Vicenza, che Beghetto non è riuscito a risvegliare, la zona salvezza s’allarga comprendendo almeno dieci squadre compresa la Nocerina che vince al cardiopalma contro il Gubbio e torna in piena corsa. Il merito è di Merino, uno degli acquisti invernali più azzeccati dell’intero campionato: il suo gran gol dimezza la distanza dalla zona-salvezza piegando proprio la quart’ultima della classe, alla quinta sconfitta nelle ultime sei partite, e premia la forza di una squadra che non ha mai smesso di crederci e che ha sempre cercato un calcio propositivo anche sui campi più difficili. Certo se una squadra ha potuto mantenersi in scia delle avversarie pur senza vincere per diciotto giornate, tanto durava il digiuno di successi dei molossi (29 ottobre contro la Sampdoria), significa che il campionato lascia a desiderare ma ora sarà difficile per chiunque affrontare i rossoneri.

Lassù invece torna davanti a tutti il Pescara: nella giornata in cui Immobile si prende una pausa sono gli altri due terzi del tridente, Sansovini ed Insigne, a far volare i biancoazzurri con due meravigliosi gol. D’altronde anche quando era in svantaggio il Pescara ha sempre giocato con la tranquillità del più forte, consapevole che il gol sarebbe arrivato. Inevitabile per chi ha toccato quota sessantuno reti in trenta partite: e con una media simile la promozione diretta sembra qualcosa di inevitabile.

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