Serie B, il punto: le quattro gemelle diverse ed il playout che non c’è

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Serie B, il punto: le quattro gemelle diverse ed il playout che non c’è

Ottanta, quattordici, tre, ventisei (i gol di Immobile), e si potrebbe continuare all’infinito. Sono solo alcuni dei numeri del Pescara che dieci giorni dopo lo show di Padova rifila un set pure al Vicenza: e se la prima cifra si riferisce al numero totale di gol realizzati (ma forse pure alle possibilità di andare in A direttamente…), le tre vittorie consecutive con quattordici reti segnate (e zero subiti, un dato su cui riflettere) fanno capire che la Primavera zemaniana è davvero cominciata. Certo non può essere un Vicenza allo sbando nonostante l’ennesimo cambio di allenatore il banco di prova più significativo ma la superiorità di corsa e gioco dei biancoazzurri è davvero disarmante. Non abbastanza comunque per farne la favorita assoluta nell’entusiasmante corsa a quattro per la promozione diretta: per la prima volta dopo oltre due mesi (non capitava dalla 27^ giornata, a metà febbraio), tutte e quattro le regine hanno vinto contemporaneamente, un dato che fa scontente tutte alzando la quota-promozione.

Impossibile fare pronostici: perché se è vero che i successi di Torino e Verona non sono certo stati brillantissimi, in questo momento contano le energie rimaste oltre al calendario, ed allora se i granata dovranno ancora giocarsi tutto con due scontri diretti ed il Pescara dovrà vedersela con la Sampdoria, attenzione all’Hellas, l’unica a non avere scontri diretti, ed al Sassuolo, che ha il calendario migliore.

Per le due deluse ci sarà da affrontare una post-season che mai come quest’anno si annuncia incerta e combattuta: la griglia playoff potrebbe aver subito una svolta determinante con il duplice sorpasso subito dal Padova, scavalcato da Varese e Sampdoria. I numeri non mentono e dicono che nel girone di ritorno la squadra di Dal Canto ha un passo da zona retrocessione, oltre che deludere sul piano del gioco e dell’attenzione e senza i punti restituiti la corsa sarebbe forse già finita. Non che la Samp incanti ma almeno i blucerchiati hanno ora una fisionomia tattica riconoscibile, caratteristica che manca al Padova, travolto dai tanti cambi di uomini e di modulo.

Dal Canto, meno di un anno dopo la Serie A sfiorata, pagherà per tutti ma ora ci vorrà un miracolo per saltare sul treno degli spareggi

Sul fondo invece respira l’Empoli: dopo aver visto le streghe per un tempo, sotto di un gol e salvato da due pali contro il Gubbio, la squadra di Aglietti si ricorda del proprio tasso tecnico e grazie ai senatori (Maccarone, Buscè e Tavano) ribalta il risultato staccandosi dalle ultime quattro e condannando di fatto gli umbri alla retrocessione. Un risultato molto più importante di quanto si potrebbe pensare non solo per i toscani ma per tutto il resto delle pericolanti: perché se apparentemente questa vittoria non farà felici Cittadella ed Ascoli in realtà scava un piccolo solco dal quart’ultimo posto in giù. E guardando il calendario dell’Empoli (che deve ancora recuperare la trasferta contro l’Albinoleffe) ed il passo lentissimo di Vicenza e Gubbio il rischio forte è quello che i playout non si disputino neppure se, come impone il regolamento, la distanza tra quart’ultima e quint’ultima sarà da cinque punti in su.

Tutto insomma è nelle mani della Nocerina, l’unica pericolante ancora in grado di sperare davvero. Chiusura, mesta, sull’Albinoleffe: la favola dei seriani si sta chiudendo nel modo peggiore. Nove sconfitte consecutive sono un dato schiacciante ma la testa è ormai ad un futuro più che incerto per gli sviluppi del calcioscommesse. La nave andata salvata in tempo.

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