Serie B, il punto: il Torino torna solo. Trema il Padova

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Serie B, il punto: il Torino torna solo. Trema il Padova

Benedetta sosta, verrebbe da dire. Se solo di sosta si trattasse. Perché alla vigilia della pausa “tecnica” del campionato (nessuno si illuda: alla base non c’è la volontà di far respirare le squadre di un campionato lunghissimo ma solo l’impossibilità di conciliare le partite interne di Atalanta ed Albinoleffe, Chievo e Verona, Genoa e Sampdoria), le protagoniste del campionato cadetto sembrano proprio aver bisogno di un momento di riflessione: strano a dirsi visto che sono passati solo quaranta giorni dalla ripresa post-festiva ma evidentemente la flessione generale è più psicologica che fisica, come se molte squadre volessero guardarsi ed aspettarsi come due velocisti all’ultimo chilometro prima della volata conclusiva. Come spiegare altrimenti l’ennesimo turno interlocutorio, poverissimo di reti, appena diciannove? La classifica è un guazzabuglio anche a causa dei tanti recuperi ed allora, sì, per questo benedetta sia la sosta perché permetterà di disputare alcune delle gare non giocate causa maltempo e di chiarire qualcosa di più in una graduatoria al momento interlocutoria.

La protagonista della giornata è comunque il Torino, che più che il primato ritrovato festeggia una vittoria da Toro come quella ottenuta contro la Sampdoria nel posticipo: e se poi alla grinta ritrovata si uniscono gioco, occasioni ed impermeabilità difensiva, Ventura può davvero pensare di essersi messo alle spalle il momento difficile.

Ma prima c’è da superare un altro esame, quello del Brescia: domenica alle 12.30 al Rigamonti recupero contro la squadra di Calori. Un’altra vittoria equivarrebbe a qualcosa di simile ad un’ipoteca. Non di più, però, perchè dietro non si molla a cominciare dal Verona, che infila la nona vittoria interna consecutiva (record nella storia del club): un gol del grande ex Juanito Gomez piega la resistenza del Gubbio ma quanta fortuna per i gialloblù in un finale soffertissimo e contrassegnato dalla mancata assegnazione di un evidente rigore agli ospiti per fallo di mano di Ceccarelli su tiro di Lofquist. Gli scaligeri lottano e sbuffano ma intanto raggiungono la vetta in compagnia del Sassuolo: una soddisfazione forse temporanea e lottare per la promozione diretta non sarà facile ma in città si sogna.

Si ferma invece a sei la striscia di successi consecutivi del Pescara, che si fa rimontare dall’Albinoleffe di Cocco: un’occasione sprecata per gli adriatici che vincendo avrebbero potuto firmare un primo posto “pesante” con due partite da recuperare.

Deludono invece Sassuolo e Varese nella gara di cartello della giornata il cui andamento ricorda da vicino quello della partita tra i neroverdi ed il Torino di tre mesi fa: poche occasioni e tanta tattica tra due squadre sicuramente protagoniste fino alla fine. Si fa dura la lotta in zona playoff: sono uno o due i posti ancora in palio per gli spareggi? La domanda è rivolta al Padova che non sa più vincere ed ora avvicinato dal Bari (ottava vittoria in trasferta per i biancorossi): si fermano invece, oltre ad una Sampdoria ancora lontana da uno standard di continuità e gioco (ma arriverà mai con una mediana solo muscolare?) accettabile, la Reggina, che dopo due vittorie consecutive cade malamente contro la ritrovata Juve Stabia, ed il Brescia che continua a non subire reti (otto partite consecutive) ma è stoppato da un colpo d’orgoglio del Modena. La posizione di Cuttone rimane in pericolo ma chissà se i risultati delle squadre tornate ai vecchi allenatori serviranno da insegnamento: l’Empoli di Aglietti ferma il Padova ed il Grosseto di Ugolotti torna a vincere in trasferta dopo due mesi inguaiando nuovamente l’Ascoli.

Ma i bianconeri rimangono in piena corsa, insieme alla stessa Nocerina, essenzialmente grazie all’andamento lentissimo della zona-salvezza che, dopo la vittoria della Juve Stabia, si stacca simbolicamente: dai 30 punti del Livorno è lotta senza quartiere.

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