Serie B, il punto: se i pareggi valgono vittorie

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Serie B, il punto: se i pareggi valgono vittorie

Ottanta punti per me posson bastare. Chissà se Giampiero Ventura avrà lasciato lo stadio di Bari intonando questo motivetto dopo il sesto 0-0 stagionale del suo Toro: ma anche se fosse potrebbe cominciare ad avere qualche ragione. Dopo aver trasformato in un mantra l’obiettivo di sforare la quota tradizionalmente sinonimo di sicura promozione diretta, ora il tecnico del Toro avrà cominciato a fare due calcoli, con un mezzo sorriso. Merito della frenata, pardon dell’inchiodata, delle inseguitrici che si prolunga da qualche settimana ma che è deflagrata nella 36^ giornata: gli inattesi crolli di Sassuolo e Verona infatti restituiscono la vetta solitaria ai granata che, concludendo vittoriosamente mercoledì il recupero contro la Reggina, potrebbero piazzare la fuga giusta. A fare la differenza è il cammino in trasferta, come sa bene un Verona inarrestabile in casa ma balbettante lontano dal Bentegodi, soprattutto nei caldi campi del sud dove serve concentrazione ed autocontrollo. La sensazione è che solo il Pescara possa fare filotto: non solo per la dimostrazione di forza di Padova ma perché quella di Zeman è l’unica squadra che scende sempre in campo per vincere anche in trasferta.

E considerando che gli adriatici potranno ancora arrivare a 86 punti, prima di cantare vittoria a Ventura servirà tornare a vincere lontano dall’Olimpico.

Per il resto la giornata della difficilissima ripartenza dopo la tragedia ha regalato la copertina a tre squadre: Modena, Crotone, Ascoli vedono ormai la salvezza sulla scorta di lunghe serie positive. Diciannove punti in nove gare per il Bergodi-bis in Emilia, stesso bottino in undici partite per la gestione Drago (ancora imbattuto) in Calabria, addirittura sedici nelle ultime sette per i marchigiani di Silva, vicini all’ennesimo miracolo. Ben sei le vittorie esterne mentre i pareggi sono stati solo due. L’altro è quello della Sampdoria che proprio non riesce ad agganciare una zona playoff che sembra stregata: di fronte ad un Vicenza in caduta libera la squadra di Iachini delude anche se non soprattutto sul piano del gioco, rischiando più volte la sconfitta. Il Padova, deciso comunque a dare fiducia a Dal Canto, si riscopre quindi ancora tutto intero dopo il naufragio anche grazie alla sconfitta del Brescia e soprattutto a quella del Varese: fa malissimo a Maran il ko anche sfortunato contro il Grosseto nel posticipo perchè sa di occasione forse irripetibile fallita.

E con tali e qualificate inseguitrici ogni lasciata è persa anche. E mentre Juve Stabia e Reggina provano a riaccendere il sogno-playoff, proprio il gol di Gavazzi potrebbe risultare fondamentale per la lotta salvezza.

Al 45’, con la vittoria dell’Empoli (che ha una gara in meno) e lo svantaggio del Vicenza sembravano esserci addirittura i presupposti per una retrocessione della quart’ultima senza playout ma poi è cambiato tutto ed ora i berici hanno agguantato i toscani, protagonisti di un harakiri contro il Modena. Il tutto con alle spalle il rinato Gubbio che appaia la Nocerina. Non è stato un pomeriggio facile per nessuno ma tre giocatori in particolare lo ricorderanno più degli altri: Flavio Lazzari, amico fraterno di Morosini ed a segno dopo meno di un minuto, lo stesso Gavazzi ma soprattutto Emanuele Belardi che ha parato il rigore più amaro della sua vita nel giorno più difficile. Ed è bello pensare che sia stato il Moro a farlo buttare dalla parte giusta.

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