Serie B, il punto: l’harakiri del Verona

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Serie B, il punto: l’harakiri del Verona

Più forte (o quasi) delle tempeste extra-campo, la Serie B è tornata in campo al termine di una settimana durissima: quindici squadre ed oltre cinquanta tesserati deferiti solo per il mondo cadetto sono un colpo molto difficile da digerire, soprattutto a livello di immagine. E se a questo si aggiunge il fatto che siamo nel finale di stagione, che da italica tradizione si accompagna a partite dagli esiti scontati, ecco che gli occhi di molti appassionati e non solo erano rivolti sulla terz’ultima di campionato. I risultati sono stati contraddittori: non sono mancate le partite “allegre”, su tutte quella tra Reggina e Cittadella che, senza più obiettivi, sono scese in campo più rilassate dando vita a tanti gol (ma quelle rimonte in un batter d’occhio non possono lasciare indifferenti, di questi tempi…) senza trascurare Juve Stabia-Sampdoria, con le vespe capaci di dominare per un’ora per poi inchiodarsi e cedere di fronte ad una squadra in dieci uomini che aveva un bisogno vitale dei tre punti e protagonista dell’unica vittoria esterna della giornata: ma onore anche al cuore della Samp che senza attacco (fuori gioco Eder e Pozzi, espulso Pellè) trova i gol del giovanissimo Mauro Icardi.

Un segno del destino? Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia offerta da un Crotone che non si fa impietosire dalla disperazione della Nocerina: i pitagorici travolgono 3-1 i campani condannandoli quasi alla retrocessione (sul campo…).

Ma la copertina di giornata spetta di diritto alla super-partita dell’Adriatico capace di chiarire una volta di più che la miglior squadra del campionato sia quella di Zeman: il primo posto potrebbe anche durare poco, se non riuscirà la rimonta contro il Livorno, e l’impegno di domenica a Genova spinge alla prudenza ma è difficile pensare che una squadra che scoppia di salute, corre e pensa come nessuna e che può soprattutto puntare su un paio di campioni veri (Verratti ed Insigne) possa sprecare tutto. Insomma, si gioca per la seconda promozione ed in questo senso il risultato delll’Adriatico non fa certo piacere a Sassuolo e Verona che avrebbero preferito una fuga del Toro: le due squadre non hanno potuto godere della contemporaneità rispetto al Galà d’Abruzzo, ed anche su questo si potrebbe opinare visto che mai come ora il torneo avrebbe bisogno di trasparenza.

La stessa garantita dall’Albinoleffe: i seriani, retrocessi e derelitti oltre che alle prese con un domani a dir poco incerto, si permettono il lusso di bloccare la corsa dell’Hellas spezzando la serie di dodici sconfitte consecutive.

Un risultato da altro calcio visto che mai, in tempi recenti, si sarebbe potuto immaginare che una squadra lanciatissima verso la promozione si facesse stoppare da una già condannata: mea culpa comunque per la squadra di Mandorlini che a questo punto sembra condannata ai playoff qualunque siano i risultati dei due delicatissimi recuperi di martedì. A cominciare da Torino-Sassuolo, un autentico playoff anticipato: a maggior ragione dopo il pareggio del Verona le due avversarie sono padrone del proprio destino. Perchè è vero che non si può dare nulla per scontato ma calendario alla mano Modena ed Albinoleffe da una parte e Reggina e Juve Stabia dall’altra sembrano ostacoli facilmente aggirabili da granata e neroverdi: per questo chi sarà davanti martedì sera avrà più di un piede in A. Il Sassuolo deve solo vincere ma fuori casa è una macchina quasi perfetta (eccetto che a Livorno…) quindi la pressione sarà tutta sulla squadra di Ventura a Livorno.

Tutto quasi deciso invece in zona playoff: Varese e Sampdoria sono ad un passo dalla qualificazione, ma attenzione al calendario in salita.

Prima dello scontro diretto dell’ultima giornata all’Ossola, infatti, dove un pareggio potrebbe non bastare ad almeno una delle due, gli impegni di Maran e Iachini contro Verona e Pescara fanno sperare il Padova atteso da due gare più morbide. Ma per i bianscoscudati, alle prese con l’incubo-scommesse, ci vorrebbe un miracolo. Idee più chiare come detto pure sul fondo dove retrocede anche il Gubbio, vittima di una salita forse impossibile da scalare: uno sguardo al calendario e qualche calcolo spingono Ascoli ed Empoli verso la salvezza diretta quindi l’ultima retrocessione ed il playout dovrebbero essere un affare di Livorno, Vicenza e Nocerina. Ma il jolly ancora in mano ai labronici, quell’ora di gioco a Pescara che verrà recuperata, e la flessione dei molossi, arrivati stanchi al momento cruciale dopo la grande rimonta, rischiano di risultare decisivi. Il tutto, ovviamente, in attesa delle sentenze di Scommessopoli, destinate a far piangere molti che oggi ridono.

E viceversa.

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