Serie B: Pescara, che show a Padova. E’ 6-0

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Serie B: Pescara, che show a Padova. E’ 6-0

Ripartire non era facile: per chi stava in campo, soprattutto i giocatori del Pescara che avevano vissuto il dramma da vicinissimo, ma pure per i semplici spettatori. Ci voleva qualcosa di straordinario per tornare a fare del calcio un vero spettacolo in grado di far dimenticare, ma solo per 90’, le tragedie della vita. E lo spettacolo c’è stato. Storico, e non solo per il risultato. Dopo tre sconfitte consecutive e lo 0-2 dei primi 30’ contro il Livorno il Pescara è ri-sbocciato: 6-0 esterno al Padova ma soprattutto una prestazione semplicemente stellare. Ventiquattro tiri in porta di cui diciotto nello specchio contro appena quattro degli avversari, ed oltre alle reti segnate altre cinque nitide occasioni da gol. Basta così? No perché quasi tutte le reti sono giunte al termine di azioni da favola con assist telecomandati, giocate di prima qualità e tocchi di gran classe. Un messaggio chiarissimo al resto del campionato: se tutto gira davvero alla perfezione, gambe e testa, quella di Zeman rimane la prima, vera candidata alla promozione diretta.

Chi aveva assistito alla prima mezz’ora della partita più maledetta della storia recente del calcio italiano si era già accorto che qualcosa nei biancoazzurri aveva ricominciato a girare nel verso giusto ma all’Euganeo il Pescara si è letteralmente scatenato.

Impossibile però non sottolineare la grave co-responsabilità dell’avversario. Il Padova ha confermato tutti i limiti tecnici e caratteriali che ne fanno, ancor più della Sampdoria, la vera delusione della stagione. I biancoscudati sono stati surclassati sotto ogni aspetto: tattico, fisico e temperamentale e sono stati in partita solo nella parte centrale del primo tempo, dopo essere miracolosamente usciti indenni dalla tempesta di tiri nei primi 20’. Molto del proprio c’ha messo Dal Canto che ora vede davvero vacillare la sua panchina e che ha confermato il discutibile 4-4-2 di Castellammare: lo scopo era coprire le fasce ma in realtà il Pescara ha sfondato proprio lì oltre che sfruttare la superiorità numerica in mezzo dove Bentivoglio e Bovo, fuori ruolo, sono stati travolti.

E senza Perin sarebbe stato un massacro: il portierino si esalta dopo dieci minuti su Immobile e nel primo tempo si ripete per tre volte su Caprari, Insigne ed ancora Immobile, lanciato a tu per tu con Perin ma stregato dal portiere. Il centravanti si rifa dal dischetto al 38’ trasformando il rigore concesso per fallo su Cascione.

E’ l’inizio della tempesta sul Padova che dal 25’ al 40’ aveva timidamente reagito alzando il pressing e tirando in porta pericolosamente con Lazarevic. Nella ripresa Dal Canto corre ai ripari tornando al 4-3-3 con Marcolini ma non basta, anzi: Insigne chiude i giochi in cinque minuti, tra l’8’, quando sfrutta una verticalizzazione di Verratti, ed il 12’ quando s’inventa un destro a giro che strappa l’applauso di tutto lo stadio. Il Padova crolla: al 25’ un assist alla Pirlo di Verratti smarca Nielsen che stoppa di destro e chiude col mancino per il poker, poi c’è tempo per la doppietta di Immobile e per il quinto gol di Cascione con un potente destro al termine di un’azione insistita.

La notte di Dal Canto è finita mentre il Pescara rivede la luce e schiaccia il tasto rewind: peccato che non si possa fare anche nella vita normale.

Padova-Pescara 0-6

Marcatori: rig. 38’, 83’ Immobile; 53’, 57’ Insigne; 69’ Nielsen; 84’ Cascione

Padova: Perin; G. Donati, Portin, Trevisan, Renzetti; Lazarevic, Bovo, Bentivoglio, Franco (46’ Marcolini); Succi (58’ Cacia), Ruopolo (71’ Drame). (Cano, Schiavi, Jidayi, Italiano). All.: A. Dal Canto.

Pescara: Anania; Balzano, Romagnoli, M. Capuano, Bocchetti; Nielsen (72’ Kone), Verratti, Cascione; Caprari (71’ Gessa), Immobile, Insigne (75’ Sansovini). (Ragni, Brosco, Togni, Maniero). All.: Z. Zeman.

Arbitro: Giacomelli (Trieste)

Ammoniti: Portin, Trevisan, Marcolini e Kone.

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