Serie B: un’ultima giornata “prevedibile” COMMENTA  

Serie B: un’ultima giornata “prevedibile” COMMENTA  

Per un mondo, come quello cadetto, che da giovedì prossimo si appresta ad affrontare un delicatissimo processo destinato forse a ridisegnare classifiche e verdetti mettendo in discussione quasi tutto quanto successo nella scorsa stagione, forse era lecito aspettarsi un altro finale. Ed invece la 42^ ed ultima giornata passa agli archivi per un’infinita serie di risultati scontati e prevedibili, inevitabile (forse) conseguenza di molti incroci tra squadre assetate di punti ed altre in clima pre-vacanziero. Arriva così anche l’ultimo verdetto, la retrocessione della Nocerina che, forse solo in attesa dei processi, lascia comunque a testa altissima il torneo cadetto dopo un solo anno di permanenza: la squadra di Auteri si è svegliata troppo tardi, disputando un ottimo girone di ritorno dopo la rivoluzione operata a gennaio.


I molossi, che sarebbero retrocessi anche in caso di vittoria, erano di fatto condannati a fine primo tempo quando il Vicenza stava già maramaldeggiando a Reggio Calabria mettendo così in cassaforte il playout contro l’Empoli, a sua volta “condannato” dai successi di Livorno ed Ascoli. E mentre nel pomeriggio il Sassuolo si era assicurato il terzo posto (sempre sinonimo di promozione nelle sei precedenti edizioni dei playoff) e la Sampdoria aveva fatto poco per assaltare la quinta piazza del Varese, una piccola sorpresa va in verità registrata: il Torino non è infatti riuscito a vincere in casa dell’ultima della classe (!), l’Albinoleffe, nonostante le mille occasioni create (nemesi dell’intera stagione), perdendo così sul filo di lana il primo posto a vantaggio del Pescara che contro la Nocerina passa al 91’ grazie a Maniero, autore del gol numero 90 della stagione pescarese, e conquista la coppa riservata alla prima della classe grazie alla differenza reti.


Risultato sostanzialmente meritato visto che i biancocelesti sono stati sicuramente la squadra più bella e divertente dell’anno. Festa grande all’Adriatico, seppur velata da un pizzico di tristezza visto il probabile addio di Zeman e quello certo di Immobile.

Verratti ed Insigne vorrebbero restare: intanto però la città si gode la festa per un primo posto conquistato solo una volta nella storia del club, nel 1987.

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Un dato incoraggiante: fu infatti quella l’unica volta in cui il Pescara riuscì a strappare la salvezza in Serie A nella stagione successiva.

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