Serie D: l’Ancona è già al bivio

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Serie D: l’Ancona è già al bivio

Chissà se tra otto mesi ci si ricorderà di questo difficile inizio di stagione solo come un necessario bagno di umiltà, come un inevitabile periodo di ambientamento alla categoria. Quel che è certo è che la cavalcata dell’Ancona in Eccellenza ed in Coppa Italia è già alle spalle: la squadra di Max Favo ha infatti avuto un pessimo approccio con la massima categoria dilettantistica, dopo che i pronostici estivi riconoscevano nei biancorossi una delle corazzate dell’intera categoria.

Ed oltre al danno s’è aggiunta pure la beffa del campanile, con la sconfitta interna contro la Sambenedettese dopo addirittura trentanove anni: l’1-0 firmato in avvio dal solito Pazzi, su cross di Di Vicino, ha certificato le difficoltà dell’Ancona, facendo esultare seppur a distanza i tanti tifosi rossoblù impossibilitati a recarsi al Del Conero per le limitazioni dell’Osservatorio. Sul campo si è visto un Ancona che ha tenuto in mano il gioco per quasi 90′, attaccando però in maniera scolastica (Di Vincenzo non ha dovuto compiere significative parate) e frenetica, spia di un nervosismo che non aiuta ad uscire dalla crisi e che ha indotto il bomber Genchi a farsi espellere a metà ripresa per un fallo di razione sullo stesso Pazzi.

Dopo l’ottimo inizio di stagione, gli scivoloni contro le rivali Civitanovese e Sambenedettese non sono proprio andati giù ai tifosi, che per il momento comunque non contestano nè la società (e come potrebbero dopo gli sforzi sul mercato?) nè la bandiera Favo.

Il tecnico però è stato criticato dal vulcanico presidente Marinelli (nella foto), che ha parlato di una squadra “senza gioco”. Accusa fondata, guardando le ultime due partite, molto meno pensando all’ottimo inizio di stagione. Favo rimanda al mittente le critiche (“Io ho visto una buona Ancona, siamo rimasti in dieci uomini proprio nel momento migliore” ha detto) e pensa a lavorare.

La sua idea di calcio è il dilagante 4-2-4 di questi tempi, ma se trovano difficoltà Conte e Ventura figurarsi un tecnico esordiente e chiamato solo a vincere: l’organico è di tutto rispetto ma l’obbligo di dover vincere è un’insidia in ogni categoria. La sensazione allora è che a quest’Ancona manchi solo un pizzico di tranquillità, che dovrebbe essere ritrovata grazie all’apporto di tutti, società inclusa. Comunque Favo sa bene che domenica a Sant’Egidio non potrà proprio più sbagliare…

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