Settant’anni fa Hitler dava inizio alla tragedia

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Settant’anni fa Hitler dava inizio alla tragedia

Settant’anni sono trascorsi e la memoria vacilla.
Ebbene va sostenuta e rifocillata per non ripetere in futuro gli sbagli di allora e salvare le nuove generazioni dalla furia che talora prende e ottenebra l’animo umano..
Il primo settembre 1939 le truppe di Hitler varcavano il confine con la Polonia, cui volevano sottrarre la città di Danzica.
In realtà si trattò di una conquista lampo che occupò il paese nemico per circa la metà del territorio.
L’altra parte venne invasa dall’Unione Sovietica, secondo i termini di una fragile e temporanea intesa che era stata stipulata con i tedeschi pochi giorni prima l’inizio delle operazioni.
Di seguito scattarono le alleanze e iniziò il vero e proprio conflitto mondiale.
Le potenze occidentali non fecero pressoché nulla per salvare l’amica Polonia e diedero così modo alla Germania di assestare i primi seri colpi al sistema Europa e di prepararsi al seguito con maggiore tranquillità.
Attesero le mosse di Hitler, che non mancò di procedere nel suo uzzolo di conquista e di distruzione.

La prima parre dei sei anni di guerra fu favorevole alla Germania e ai suoi alleati, poi le sorti mutarono e il peso di una coalizione inedita, ricca di mezzi e in grado di accerchiare il nemico divenne preponderante e decise le sorti del conflitto.
Alle fine, secondo le stime ufficiali, si contarono circa cinquantacinque milioni di morti.

Fu la prima guerra in cui furono spesso più i civili che gli eserciti a pagare con la vita.
Da allora in poi poco è mutato e anche oggi, nonostante i tanto vantati progressi tecnologici e le bombe cosiddette intelligenti, sono le popolazioni a pagare il prezzo più alto.
L’uomo non ha perduto il gusto della violenza e gli arsenali militari sono cresciuti a dismisura.
L’esempio dei kamikaze giapponesi è stato copiato dai terrorismi di vario tipo.
Il gusto per le stragi etniche ha trovato adepti nella ex Jugoslavia, così come in svariate regioni africane.
Abbiamo insomma imparato poco o nulla, a parte la formazione dell’Unione Europea che è stata la migliore risposta possibile al colpevole disastro del nostro continente.
Dobbiamo riflettere invece e capire che la pace non è un punto di partenza ma una dura conquista che va sostenuta giorno per giorno.

Sergio Tazzer, il ligure

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