Settore lattiero caseario: il mercato conferma la validità del prezzo indicizzato COMMENTA  

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Prezzo indicizzato di ottobre: la spinta al rialzo che aveva caratterizzato l’indice del prezzo del latte sin alla scorsa estate pare avere esaurito ad ottobre la sua capacità propulsiva: dopo un aumento complessivo del 10% tondo tra giugno e settembre, ma con tassi di crescita che andavano smorzandosi, in ottobre l’incremento è stato appena dello 0,2%. Ciò non impedisce che lo scarto su dodici mesi si accentui, passando da +5,2% a +6,6%, dato che ottobre 2011 aveva segnato un calo di oltre un punto percentuale. Il dato più saliente che sta alla base della frenata dell’indice, evidenzia il Servizio Economico regionale di Coldiretti, è l’inversione segnata dal sottopaniere sui costi di produzione, che rispetto a settembre ha perso poco meno del 2%. Mentre il listino del fieno ha ripetuto ad ottobre un progresso superiore ai quattro punti, come già nel mese precedente, si è fortemente appesantita la riduzione dei prezzi sia della soia che del mais. Anche l’orzo, che aveva iniziato le quotazioni del nuovo raccolto con un +13% tra giugno e luglio, proseguendo poi con forti incrementi nei mesi successivi, ha segnato un +0,9% in ottobre, mentre il prezzo del gasolio è rimasto praticamente fermo. Nonostante questi andamenti, la componente “costi” ha ulteriormente incrementato il differenziale rispetto allo scorso anno (poiché anche allora a ottobre vi erano state forti riduzioni); esso ha superato il 25%. Per quanto riguarda l’altro elemento di maggior dinamismo recente, ossia il sottopaniere costituito dai prodotti sulle piazze estere, il segno rimane ampiamente positivo, con un +4,2% che, se anche inferiore al +5,3% di settembre, rimane il secondo maggior incremento di questa componente dopo febbraio 2011.

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