SEX WAR COMMENTA  

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 CAPITOLO UNO

L’incontro

 

 

 

 Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere.  Sognare è necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà. Per me è uno dei principi della vita.

 Ayrton Senna

 

 

 

ROMA lunedì 21 dicembre 2006

LEI e LUI

Aeroporto Fiumicino ore 21.30 circa

Indossavo una gonna nera a tubino fino al ginocchio con sotto calze autoreggenti, le scarpe nere lucide che avevo comprato per lui, erano il nostro segno di riconoscimento, una camicia di seta bordeaux, m’infilai il trench, scesi di corsa a prendere un taxi e lo andai a prendere.


Ricordo l’eccitazione che avevo dentro, il desiderio di lui, di incontrare finalmente il mio amore.

Eppure mentre andavo all’aeroporto nel buio seduta nel mio posto dietro al taxi con il cuore che batteva forte, guardavo fuori in silenzio dal finestrino il mio riflesso, tante domande tanti dubbi iniziavano a impadronirsi di me, i mostri, i miei fantasmi, di sapori lontani, tutti appiccicati sui vetri sotto forma di piccole gocce di pioggia, mentre il suo desiderio era così forte …

… Come posso farlo? Non l’avevo mai visto come potevo già amarlo in questo modo … mi chiedevo.


Forse non avrei mai avuto un altro momento con lui, ma lo volevo con tutta me stessa.

Arrivai, lui era fuori all’uscita gateway diciannove degli arrivi dei voli Nazionali ad aspettarmi, ci riconoscemmo subito, finalmente uno davanti all’altro.


Lo guardai fisso dentro i suoi occhi scuri per la prima volta, cupi, penetranti, imperturbabili, era ancora più affascinante e sexy di come avevo immaginato, con la cravatta allentata dentro il suo cappotto blu, i capelli scuri scompigliati e poi notai che aveva una cicatrice sul labbro  inferiore, così seducente. Scoprii che per innamorarsi ci vuole una frazione impercettibile si secondo e m’innamorai di lui per la seconda  volta.

L'articolo prosegue subito dopo


Ci salutammo imbarazzati con un bacio sulla guancia, io continuavo a pensare che tutti i tempi e le regole di una normale relazione erano saltati e sapevo che ne avrei pagato le conseguenze, ma non riuscivo a fermarmi, … uscire dalle regole … bisogna esserne all’altezza poi per sopportare la pressione …

Mi muovevo in un territorio a me sconosciuto ma era eccitante e non avevo più scelta, almeno così credevo.

Imparai solo in seguito che si ha sempre una scelta.

L’ignoto, l’impossibile, la follia della vita era dentro di me.

Lo sconosciuto di cui mi ero innamorata era vicino a me, quello che sentivo dentro era così intenso, lui cosi affascinante, eccitante, ogni parte del mio corpo lo desiderava.

Una inesorabilmente forza mi attraeva verso di lui, che voleva concedersi di esplodere solo su di lui, una forza che prescindeva ogni mio ragionevole dubbio.

Prendemmo un altro taxi per tornare a Roma.

Seduti accanto, potevamo sentire il calore dei nostri corpi.

Arriviamo in hotel, ci registriamo e firmiamo per la stanza con lo specchio sul soffitto. Anche lui aveva organizzato tutto … quanto sono deboli gli esseri umani, così deboli da non riuscire ad amarsi …

Mi sono sentita un po’ zoccola ma cercai di pensare ad altro, infondo non me ne importava niente di quello che pensavano o avrebbero pensato gli altri. Io stavo accanto al mio amore … mi bastava sapere che non lo pensava lui.

Alla tv davano the Family Man, un film più idoneo e calzante non ci sarebbe potuto essere.

Ordinammo la cena in camera, io insistetti per restare soli in camera a cenare.

“Eccoci qui” mi disse

In tutte le fantasie cui lui si era lasciato andare riguardo a ciò che avrebbe fatto una volta che fosse stato davanti a lei, c’era sempre lei, nuda e desiderosa, con le sue splendide e sottili gambe avvolte intorno a lui, la sua bocca sulla sua, il suo corpo dentro di lei.

… solo quella sera, avevo solo questa notte …

“È di tuo gradimento la stanza” aggiunge indicando il soffitto con lo specchio.

Gli risposi di si semplicemente con un gesto, ero in preda all’amore, come foglie al vento, di quella forza irresistibile che prescindeva ogni mio ragionevole dubbio.

Avevo accanto l’uomo che stavo aspettando da tutta la vita, era lì di fronte a me, mi faceva sentire così viva, le vene pulsavano forti nel mio corpo, ma lui era cambiato impercettibilmente ma era cambiato.

Mentre mi versò del vino rosso nel bicchiere, mi guardò penetrando in fondo ai miei occhi, i suoi occhi erano avidi, avidi di me, e turbati.

“Hai mai avuto relazioni a distanza?” mi chiese.

“No” risposi io

continua…….

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About Simona Pagliarini 62 Articoli
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda. (Horacio Verbitsky) Simona, laurea in Psicologia presso l'Università di Roma La Sapienza Giornalista-pubblicista di politica interna, estera e cronaca, scrittrice Amo l'amore, scrivere, il mare, la neve e la vita
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