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Come fare sport estremi

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Come fare sport estremi

Difficile dare una definizione di sport estremo, vista la soggettività con la quale tale concetto viene analizzato. Ad ogni modo ogni qual volta ci si mette in gioco, rischiando solitamente la propria vita, si sta praticando uno sport estremo.

Protagonista di tali esperimenti al limite delle possibilità umane è la natura, insidiosa come non mai e sempre in grado di fare terra bruciata attorno al più abile dei temerari. Sfidarla equivale quasi sempre a voler apparire superiore e invincibile…giocare per raggiungere il traguardo, oltre che per partecipare.

Tra i numerosi giochi considerati estremi c’è il “bungee jumping”, “volo dell’angelo”, “lancio dell’aliante” e il “parapendio”. Il primo consiste nel lanciarsi con un elastico a testa in giù fino al suolo da un posto situato in alto (es. un ponte); una parte dell’elastico viene legata alla caviglia dell’individuo e l’altra nel punto strategico del posto da cui avviene il lancio.

Le sue origini risalgono agli anni ’90 come vero e proprio rituale, per poi trasformarsi in un gioco in cui viene prodotta una quantità elevata di adrenalina. A questo sport segue poi il tentativo, stando sospesi nel vuoto, di passare dalla vetta all’altra delle Dolomiti lucane (volo dell’angelo) potendo ammirare l’immenso panorama che si scorge girando tra un’infinità di abitazioni. Il volo dell’aliante è una sorta di navigazione con la vela che va praticata però nel vuoto, impresa a dir poco paradossale perchè ritenuto quasi impossibile per la singolarità di intraprendere un volo su di un mezzo di trasporto senza l’ausilio del motore. Infine troviamo il parapendio che è il normalissimo lancio pilotato col paracadute, il più semplice tra l’altro. Va notato che l’elemento che accomuna interamente i suddetti sport è la complessa imbragatura di protezione in cui è avvolto il soggetto.

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