Shanghai -8.48%, record negativo, rischio contagio mondiale per la bolla cinese COMMENTA  

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Ieri giornata negativa dei listini cinesi, con perdite da record, seguite, questa mattina, dalla riapertura delle contrattazioni con indici ancora in calo.

Era lo scorso 8 luglio quando la Borsa di Shanghai aprì a -8% e chiuse a -6%, e già allora il Daily Telegraph scrisse di una “crisi finanziaria potenzialmente molto significativa” che “si sta sviluppando dall’altra parte del Mondo. Quella che alcuni stanno iniziando a chiamare il 1929 cinese”. Da allora, la situazione è rimasta sotto controllo, con il mondo occidentale e il suo contraltare finanziario concentrati sul problema Grexit e con i mercati cinesi governati da specifiche misure anti speculazione che hanno tenuto a freno la fuga degli investitori.


Ora, però, con il problema Grecia accantonato, seppure in via non proprio definitiva, i mercati cinesi hanno ricominciato a borbottare ed è chiaro ormai a tutti che l’eventuale uscita della Grecia dall’Eurozona potrebbe essere nulla in confronto al terremoto scatenato da un crollo borsistico dei listini asiatici.


La borsa di Shanghai, che, nel giro di un anno, a partire dal giugno scorso, ha registrato una crescita (finanziaria pura) del 150%, ieri ha chiuso le contrattazioni con il record negativo di -8.48%, mentre Hong Kong ha chiuso a -3.1%.

Il cosiddetto scoppio della bolla cinese potrebbe essere iniziato e il rischio che possa trascinare con sé l’economia mondiale, come già accaduto con gli USA nel 2007, è concreto e molto alto.

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