Sì del Governo al decreto per Roma Capitale COMMENTA  

Sì del Governo al decreto per Roma Capitale COMMENTA  

 

 

Oggi, via libera del Consiglio dei ministri all’approvazione del secondo decreto legislativo per Roma Capitale.

Il decreto contiene la definizione di alcuni dei poteri che passeranno dallo Stato al Campidoglio. Ad esempio, ci sono nuove competenze in materia ambientale, turistica e di protezione civile. In particolare, come ricordava qualche giorno fa il sindaco, Gianni Alemanno, ci sono innovazioni in materia economica: il secondo decreto, infatti, prevede tre deroghe al patto di stabilità: sui finanziamenti, sui costi legati allo status di capitale, sulle maggiori risorse per le funzioni trasferite. Ci sarà, in particolare, una quantificazione dei costi per manifestazioni, cortei e celebrazioni che il suo ruolo comporta, per i quali sarà riconosciuta una copertura economica. Inoltre Roma Capitale potrà presentare i suoi progetti al Cipe (il Comitato Internazionale per la Progettazione Economica).

Saranno presenti al Consiglio dei ministri il sindaco di Roma, il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, e la presidente della regione Lazio Renata Polverini.


“Con questo decreto si definiscono con chiarezza le funzioni statali che passano da Governo a Roma Capitale e si prevedono meccanismi economici e di programmazione finanziaria che permettono di gestire con più trasparenza e risorse le funzioni della Capitale”, ha detto Alemanno, riassumendo il contenuto e il significato del secondo decreto su Roma Capitale. “In questo modo – ha continuato Alemanno – non si scaricano più sulle spalle dei cittadini gli oneri del ruolo di Capitale che Roma riveste. Oggi Roma Capitale fa un passo avanti importante e lo fa in assoluta condivisione con gli altri enti territoriali”.

“L’Italia avrà una capitale più efficiente e con strumenti di governance più forti”, ha detto Zingaretti, “Non si tratta di dare privilegi a qualcuno, ma di aiutare la capitale a svolgere le sue funzioni in maniera più opportuna”.

Su tre punti fondamentali la Governatrice del Lazio ha voluto fare chiarezza : sulla presenza della Regione al Cipe, sul Patto di Stabilità territoriale e sulla norma che regola i trasferimenti a Roma Capitale. Infatti, per quanto riguarda il primo punto, il testo è stato «già modificato perché si trattava di una trascrizione non corretta e quindi la Regione siede con Roma Capitale per la programmazione e soprattuto per la legge obiettivo». La seconda criticità riguarda la necessità che Roma, fa notare Polverini «rimanga anche all’interno del patto regionalizzato perché come già accaduto nel 2011 Roma ha potuto approfittare di una quota di Patto della Regione Lazio, negoziata con il Mef». Infine, e questo è «l’aspetto più delicato e per il quale probabilmente ci vorrà un decreto correttivo», aggiunge la governatrice, è necessario per modificare l’art.11-bis e cioè quello sui trasferimenti dallo Stato a Roma Capitale. Infatti, la Regione deve mantenere il suo ruolo di intermediario, ribadisce Polverini, in quanto se non ci non ci fosse più il passaggio intermedio, la Regione non potrebbe più integrare la quota di trasferimenti su materie che riguardano i servizi al cittadino come il trasporto pubblico locale. Su questi temi verrà effettuato un dibattito subito dopo Pasqua.


Un sì che è arrivato dopo lunghi dibattiti e processi di modifica. Ora dovremo attendere solo una legge che effettuerà questo passaggio di potere.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*