Siccità e freddo anticipato, la Regione Piemonte chiede lo stato di calamità COMMENTA  

Siccità e freddo anticipato, la Regione Piemonte chiede lo stato di calamità COMMENTA  

Giorni fa il Ministro all’Agricoltura Catania ha incontrato a Roma i rappresentanti delle Regioni, riunione alla quale ha attivamente partecipato anche una delegazione del Piemonte portando al centro del dibattito le problematiche degli allevatori di montagna.

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Nel corso dell’estate il pascolo in alta quota, per via delle estreme condizioni atmosferiche verificatesi in altura, è andato incontro a notevoli difficoltà. Gli allevatori hanno dovuto inizialmente fronteggiare le alte temperature unite ad una evidente carenza di acqua e manto erboso, nelle ultime settimane, al contrario, sono giunti anticipatamente freddo e prime precipitazioni nevose.

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L’Assessorato Regionale all’Agricoltura, a seguito di un costante monitoraggio comprensivo di sopralluoghi sui pascoli, ha messo in atto le prime azioni per porre rimedio alla situazione. Al Ministro Catania è stata esposta la situazione, richiedendo lo stato di calamità e valutando le possibili iniziative per far fronte ai disagi subiti dagli allevatori, in molte casistiche costretti a rientrare a valle anticipatamente registrando la perdita di qualche animale, spesso i capi più deboli che non hanno retto alle condizioni climatiche eccezionali.

Riconoscendo la causa di forza maggiore è intenzione dell’Assessorato fare il possibile per garantire agli allevatori, anche a coloro che per le incontestabili difficoltà hanno fatto rientro prima del prestabilito periodo di permanenza in altura, i premi previsti dalla misura 214 del Psr e dal 1° pilastro della Pac.

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L’Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto ha dichiarato: “L’Assessorato nel corso di tutto il periodo estivo ha monitorato la situazione, adesso mediante l’incontro di Roma con il Ministro Catania si è passati all’azione: si è voluto incentrare la discussione sulle iniziative da porre in essere per far fronte alle conseguenze di una stagione estiva estremamente arida e di un anticipo improvviso delle temperature invernali, con tanto di precipitazioni nevose. Viste le numerose casistiche di malgari rientrati anticipatamente a valle, l’Assessorato ha chiesto con determinazione la deroga, per causa di forza maggiore, dei principi che richiedono un periodo di permanenza minimo per avere diritto al premio. Abbiamo voluto agire immediatamente, seguiremo la partita con particolare attenzione, sollecitando con forza il riconoscimento dello stato di calamità e fornendo la documentazione necessaria. Gli allevatori penalizzati da una stagione estiva al di fuori della media, non possono subire un ulteriore danno quale l’annullamento dei pagamenti spettanti”.

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