Siccità, l’agricoltura chiede lo stato di calamità

Genova

Siccità, l’agricoltura chiede lo stato di calamità

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“La zootecnica sta risentendo di questo clima torrido. Se il caldo andrà ancora avanti ci ritroveremo con l’assenza di alcuni ortaggi primari come pomodori, peperoni, fagiolini e si rischia la perdita definitiva delle colture dell’autunno e invernali degli ortaggi a foglia verde. Ora la frutta e la verdura è maturata troppo velocemente e le prossime settimane sarà molto probabilmente l’esatto contrario” – così il presidente regionale della Confindustria, Luca De Michelis, rivela la preoccupazione per la greve siccità che ha colpito i campi liguri -.

Anche da settore vinicolo non giungono buone prospettive. Difatti, la produzione è il calo del 30% e la qualità rischia di non essere del tutto eccelsa. E, cambiato drasticamente il clima, arrivano a infestare i campi parassiti che solo un anno fa erano del tutto assenti come la mosca dell’olivo che può danneggiare radicalmente la produzione per l’olivicoltura su cui bisogna intervenire con l’acqua di soccorso.

Le associazioni, dunque, chiedono a gran voce lo stato di calamità: “sono indispensabili ulteriori verifiche.

Gli ispettori agrari stanno proseguendo il monitoraggio e ci muoveremo immediatamente per garantire l’adeguato risarcimento dei danni all’agricoltura che a quanto pare saranno più del 25%”- sono le parole di un preoccupatissimo Stefano Mai, assessore regionale alla Agricoltura -.

Tale scenario fa da antitesi a ciò che aveva detto giorni fa a Palazzo Tursi margine dei lavori di Giunta, l’assessore dell’Ambiente Matteo Campora: “Al momento non ci sono problemi di siccità per Genova anche se la scarsità di piogge dovesse durare, per alcuni mesi possiamo stare tranquilli, ma l’acqua è un bene prezioso e invito tutti i cittadini a non sprecarla e a farne un uso consapevole”. Staremo a vedere ma la situazione è visibilmente critica. Il rischio razionamento dell’acqua potrebbe risultare un ipotesi non del tutto remota nelle prossime settimane a venire.

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