Sicilia: cambio al vertice per l’Odg regionale

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Sicilia: cambio al vertice per l’Odg regionale


Sicilia:cambio al vertice per l’Odg regionale
Riccardo Arena subentra al dimissionario Vittorio Corradino. Concetto Mannisi nuovo segretario

Cambio al vertice per l’ordine dei giornalisti siciliano dopo le dimissioni del ormai ex-presidente Vittorio Corradino. Gli succede alla guida dei giornalisti siciliani Riccardo Arena.

Cambio al vertice per l’Ordine dei Giornalisti siciliano dopo le dimissioni dalla carica di Presidente e vicepresidente avvenuta in settimana.

A Vittorio Corradino presidente uscente, subentra dunque a seguito della riunione dell’Odg avvenuta ieri a Palermo Riccardo Arena, palermitano 49 ennne, cronista del Giornale di Sicilia e collaboratore di varie testate, della Stampa, del Foglio e di Panorama.

Nuovo anche il segretario, all’uscente Filippo Mulè subentra Concetto Mannisi, di Catania, 44 anni, cronista di nera della Sicilia e corrispondente del Corriere dello Sport.

Un cambio al vertice che arriva in un periodo particolare della vita economica e sociale del paese in generale e della categoria professionale in particolare.

In una nota congiunta il nuovo vertice dell’Ordine sottolinea la necessità di un impegno attento e costante verso i problemi della categoria, a cominciare dalle questioni dell’accesso alla professione e della lotta all’abusivismo.

‘Sappiamo bene quali saranno le difficoltà legate ai nuovi incarichi – dicono Arena e Mannisi – tuttavia cercheremo di lavorare con intensità e impegno, garantendo ai colleghi professionisti e pubblicisti equilibrio, massima trasparenza e rispetto delle regole’.

Presidente e segretario, sottolineando di essere impegnati in prima persona nella professione, hanno auspicato la partecipazione attiva di tutti i consiglieri nella gestione delle attività dell’Ordine.

‘Nella consapevolezza del difficilissimo momento attraversato dalle aziende editoriali – hanno concluso Arena e Mannisi – occorre dare delle risposte ai colleghi, a coloro che lavorano ogni giorno, agli stabilizzati come ai precari, ai professionisti come ai pubblicisti, a tutti coloro che rischiano sempre di più, sotto l’attacco degli editori, ma anche di forze estranee alla professione e di quanti hanno interesse a metterci in un angolo e a mantenerci in un ruolo secondario.

Per questo ci sarà bisogno dell’apporto di tutti’.

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