Sicilia: la casta in fuga per la baby pensione. Tutta colpa della 104 COMMENTA  

Sicilia: la casta in fuga per la baby pensione. Tutta colpa della 104 COMMENTA  


Sicilia la casta in fuga per la baby pensione
L’isola del tesoro per funzionari e impiegati pubblici è la Regione Siciliana dove si va in riposo anticipato a 45 anni

I regionali incassano il doppio degli statali: un direttore di riposo può avere diritto fino a 420 mila euro

Isola previdente la nostra, quella a tre punte, la Sicilia dove funzionari e impiegati pubblici lavorano meno degli altri, guadagnando di più. Soprattutto poi quando si tratta di pensionamento. Nel caso della Regione Siciliana, a ridosso della manovra economica del nuovo governo Monti, che oggi ha ottenuto la fiducia da entrambe le camere, chi doveva andare in pensione non ha perso tempo ad avviare tutte le pratiche. Non si sa mai, dover rimandare di qualche anno.


All’arrembaggio quindi della baby-pensione. Altro che Jack Sparrow: l’isola del tesoro non si trova ai Caraibi ma è la Regione Siciliana e i veri pirati sono quelli che qui conquistano fortune a colpi di privilegi.


Proprio la prospettiva di perderne uno fra i più preziosi, la famigerata baby-pensione che molti onesti cittadini credevano estinta da tempo, ha scatenato la corsa verso la richiesta del riposo anticipato prima che nuove e più severe norme rendano impossibile mettersi comodamente in pantofole addirittura a 45 anni.


I regionali ricevono una pensione media quasi doppia rispetto agli statali (39 mila euro all’anno contro i 23 mila) e tripla rispetto al comparto dei lavoratori dipendenti privati (15 mila euro)

La Corte denuncia una crescita esponenziale di pensioni e buonuscite dal 2001 a oggi. Nel 2001 la pensione media di un direttore generale era di 3.871 euro al mese. Oggi, dopo la riforma della burocrazia, la pensione media di un direttore è di 6.334 euro al mese, con un incremento del 63 per cento. Un dirigente, invece, in caso di pensionamento riceverà un assegno medio di 3.966 euro, contro i 3.283 di dieci anni fa. Un funzionario, invece, 2.451 euro al mese contro i 1.850 del 2001.

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Un discorso a parte riguarda le buonuscite d’oro che la Regione continua a versare ai suoi dipendenti, senza prevedere rateizzazioni o riduzioni, come fatto da Tremonti per gli statali. Oggi l’assegno medio staccato come buonuscita per un direttore che va in pensione è di ben 420.113 euro.

La liquidazione media per un dirigente oggi è di 184.468 mila euro: anche per questo comparto l’assegno è cresciuto a dismisura rispetto al 2001, con un incremento del 123 per cento. Dieci anni fa un dirigente riceveva una buonuscita di 83 mila euro. Per funzionari e impiegati, invece, gli aumenti sono più contenuti: oggi la liquidazione media è di 63 mila euro, nel 2001 era di 40 mila euro.

E’ l’esercito dei 500 mila e passa baby pensionati che ci costano più di nove miliardi all’anno l’abbiamo creato nel passato con una legge che non c’è più e adesso grava sulle generazioni a venire.

Tutta colpa di quella legge recepita nel 2003. La norma dello Stato è la 104 del 1992 alla quale è stata inserita però un piccolo cavillo. Che recita così: i dipendenti della Regione possono andare a riposo con 20 anni di contributi per le donne o 25 anni per gli uomini se dimostrano che hanno un parente da accudire. E chi non ha un genitore, un figlio o un coniuge a cui rendere le proprie cure? E così dal 2004 al 2007, in media, se ne sono andati prima in pensione un centinaio di siciliani all’anno. Mentre negli anni a seguire (2008-2010) ci hanno preso gusto fino a toccare quota 680.

Ci ritroviamo così sul groppone altri mille e passa baby pensionati in più rispetto a quelli che già ci toccavano. Che, considerando un vitalizio medio di 1.500 euro al mese (ma i dirigenti guadagnano molto di più), significano almeno 20 milioni di spesa pubblica aggiuntiva.

E il governatore ha il coraggio di dire ‘La mia paga è indecente, dovrei guadagnare il triplo’

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