Sigarette in spiaggia: sono da vietare? COMMENTA  

Sigarette in spiaggia: sono da vietare? COMMENTA  

L’aria sulla battigia potrebbe essere più inquinata rispetto a quella della città: lo sostengono alcuni esperti dell’Istituto dei tumori di Milano, che hanno misurato la quantità di nicotina & Co. in riva al mare. L’esame è stato effettuato l’estate scorsa, ma i risultati sono stati presentati solo poco tempo fa. I ricercatori hanno rilevato la quantità di sostanze sprigionate dal fumo di sigaretta sulla spiaggia di Vada, vicino a Livorno.


Si è scoperto che il fumo di due sigarette, a cinque metri di distanza, può arrivare a produrre picchi di idrocarburi policiclici aromatici fino a sette volte maggiori dei valori misurati in piazza Grande, a Livorno, la sera dell’ora di punta. Le sigarette in spiaggia sono dannose per tre motivi: intossicano chi fuma, fanno male a chi sta vicino ai fumatori, perché ne respira il fumo passivo, e inquinano l’ambiente, poiché i mozziconi vengono gettati in spiaggia o in mare, sporcano il territorio e richiedono molto tempo per essere smaltite.


Il metodo migliore, ritengono gli esperti, sarebbe varare una legge nazionale, oppure attuare una modifica della legge Sirchia che ha introdotto i divieti nei luoghi pubblici, per estendere il divieto anche alle spiagge, affiancando alla nuova norma controlli da parte delle Forze dell’ordine. Senza controlli, infatti, difficilmente si otterrebbe il rispetto dei divieti.


Alcuni comuni del Veneto e della Sardegna hanno emesso ordinanze con le quali vietano il fumo di sigaretta nei parchi e sulle spiagge, ma non esiste al momento una mappatura precisa dei divieti in Italia. Probabilmente le spiagge “smoke free” si diffonderanno ancora di più.

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