Sindacati: subito assunzioni precari, ma Renzi dice no COMMENTA  

Sindacati: subito assunzioni precari, ma Renzi dice no COMMENTA  

La riforma scolastica continua a zoppicare e il suo cammino è più difficile che mai.

Il fronte compatto dei sindacati Cgil, Cisl e Uil interviene a viso aperto sulla questione rilasciano un comunicato a firma congiunta: “l’iter parlamentare del ddl buona scuola è caratterizzato da incertezze e criticità rispetto all’obiettivo più volte dichiarato dal governo di approvare in tempi rapidi il progetto di riforma. Tali criticità sono il segno che l’ascolto reale del mondo della scuola non si è mai realizzato anche a fronte delle grandi mobilitazioni e proteste che hanno segnato gli ultimi mesi, a partire dallo sciopero del 5 maggio scorso”, “il prezzo di tale atteggiamento dell’esecutivo può essere altissimo per tutti quei precari che attendono la stabilizzazione del posto di lavoro e per il mondo della scuola – studenti, insegnanti, dirigenti e personale ata – che attende un’inversione di tendenza rispetto alle politiche messe in campo negli ultimi anni che hanno considerato l’istruzione un costo da tagliare  più che una grande rete pubblica da valorizzare”.

La richiesta rivolta al governo è esplicita: occorre prevedere un progetto di legge per l’assunzione dei precari separato da quello relativo alla riforma scolastica vera e propria.


La risposta di Renzi non si fa attendere: “chi è contrario cerca di bloccare la riforma in Parlamento con migliaia di emendamenti, per impedirne l’approvazione, salvo poi accusare il governo di non voler fare le assunzioni. Non siamo noi che vogliamo fermarci, ma le assunzioni hanno senso solo se cambiamo la scuola, se c’è un nuovo modello organizzativo”.

Insomma riforma della scuola e stabilizzazione dei precari, per l’esecutivo, sono discorsi inseparabili.


 

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