Sintomi malattia dei cani Alabama Rot COMMENTA  

Sintomi malattia dei cani Alabama Rot COMMENTA  

Dividere la vita con un animale domestico è sempre qualcosa di speciale, ma quando l’animale di casa è un cane si crea un rapporto, o meglio un legame unico e irripetibile. Le emozioni che sa donare un cane al proprio padrone umano non eguali, soprattutto perché le attenzioni canine dedicate al padrone sono totalmente disinteressate, gesti di puro amore incondizionato.


Purtroppo, come gli esseri umani, anche i nostri amici a quattro zampe corrono il rischio di incappare in qualche malattia, ragion per cui è sempre bene far fare anche a loro un check-up di tanto in tanto. Infondo anche loro hanno bisogno di cure e soprattutto di un’occhio di riguardo. E proprio come per gli esseri umani anche nel mondo canino esistono malattie alle quali i dottori “degli animali” – i veterinari – ancora non hanno trovato una cura poiché non ne conoscono le cause scatenanti.


E’ questo il caso della “malattia glomerulare reale e cutanea idiopatica”, scoperta negli anni Ottanta e ribattezza Alabama Rot ( poiché si diffuse nello Stato americano dell’Alabama ben 35 anni fa), ai medici è nota anche come CRGV. Questo morbo, che ha portato dal 2013 ad oggi alla morte di centinaia di cani, è caratterizzato dall’insorgere di lesioni cutanee profonde sul muso, sull’addome e sulle zampe dei soggetti colpiti, di fatti il termine inglese rot traduce  il termine italiano “decomposizione”. Si pensa che la responsabile di questa dolorosa malattia sia una tossina prodotta dal batterio Escherichia coli, che vive nell’intestino degli animali a sangue caldo, ma le cause reali sono ancora sconosciute.


Oltre alla comparsa delle lesioni visibili, un’altra sintomatologia dell’Alabama Rot è l‘insufficienza renale, ma anche di vomito, inappetenza, stanchezza e depressione. Un decorso della malattia doloroso, ma anche rapido poiché porta alla morte del cane in pochi giorni, nel caso in cui l’intervento del veterinario non sia tempestivo o le condizioni fisiche del cane non siano ottimali, per questo i soggetti più giovani e in salute hanno più probabilità di uscirne.

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Per quanto riguarda la cura, i veterinari per ora possono limitarsi a trattare le piaghe e curare l’insufficienza renale. In ogni caso, si raccomanda di segnalare ai veterinari qualsiasi ferita che i cani possano procurarsi, anche se compare a distanza di tempo da qualche “passegiata pericolosa” nel parco. Solo così, affermano gli i sanitari, sarà possibile capire l’origine di questa misteriosa malattia e poter così salvare la vita a questi eterni cuccioli.

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About Maria Aufiero 172 Articoli
Traduttrice Freelance dal 2013, appassionata di arte, cultura e scrittura

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