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Siria, dagli USA il via libera ufficiale all’invio di truppe speciali

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Siria, dagli USA il via libera ufficiale all’invio di truppe speciali

Washington ha confermato in via ufficiale di avere dato l’assenso all’invio di truppe speciali di terra in Siria.

Se n’era parlato già la scorsa settimana, quando il capo del Pentagono Ashton Carter aveva lanciato l’ipotesi che gli Stati Uniti potessero decidere di modificare i loro impegni in chiave anti Isis affiancando ai raid aerei un supporto diretto sul territorio, e nel fine settimana è arrivata la conferma. Non si tratta di un esercito, ma di una sessantina circa di uomini appartenenti ai reparti speciali, il cui ruolo dichiarato dovrebbe essere quello di “consiglieri e amministratori”, secondo quanto ha precisato un portavoce della Casa Bianca, che saranno operativi nella zona settentrionale della Siria, accanto ai guerriglieri curdi e alle forze dei ribelli anti Assad. Contestuale all’invio di forze di terra dovrebbe anche essere il potenziamento delle unità aeree, con l’invio di caccia F15 e di velivoli A10 specializzati per attacchi a bassa quota, le cui operazioni dovrebbero partire dalla base turca di Incirlik.

Molti analisti sostengono che il ruolo delle forze speciali americani si spingerà ben oltre il ruolo di coordinamento al momento prospettato, fino a raggiungere una più o meno completa operatività.

Di certo, la funzione dei militari dovrà essere quella di lavorare al fine di garantire la massima cooperazione fra le forze curde e quelle siriane ribelli, nell’ottica di una chiara opposizione al regime dell’ex presidente Bashar Al Assad (al quale invece i curdi sembrerebbero volersi avvicinare, secondo alcune fonti). Le tensioni fra i due gruppi sono note a tutti e, sebbene finora non abbiano determinato alcun vero incidente, la convinzione è che siano state e siano in ogni caso tali da inficiare le effettive possibilità di riuscita nella lotta allo Stato Islamico. Nei giorni scorsi, ad esempio, gli USA avrebbero paracadutato un carico di armi nel nord della Siria, destinato tanto ai ribelli quanto ai curdi, ma sembra che questi ultimi si siano impadroniti dell’intero pacchetto, lasciando a secco i loro alleati.

Dopo la mossa di Putin di qualche settimana fa, la situazione in Siria volge quindi verso un impegno militare diretto anche da parte degli USA, ma il rischio è che il quadro, anziché semplificarsi, si complichi sempre più.

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