Siria: Usa e Ue, “Violate leggi internazionali, usato gas Sarin”, Cina e Russia frenano

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Siria: Usa e Ue, “Violate leggi internazionali, usato gas Sarin”, Cina e Russia frenano

Dai primi dati pervenuti in seguito al rapporto degli ispettori Onu sull’uso di armi chimiche in Siria, sembra emergere con chiarezze e assoluta certezza che dalla metà di agosto, l’esercito di Assad abbia usato contro la sua popolazione razzi contenenti gas sarin.
Sembra certo secondo le prove raccolte dagli ispettori che le armi chimiche siano state usate ad ampia scala, contro civili, e bambini nell’attacco del 21 agosto a Ghouta, periferia di Damasco, episodio che ha poi fatto scattare la macchina internazionale, e mobilitato il segretario di stato statunitense John Kerry, che ha criticato l’uso della forza, e sin da subito ha paventato la possibilità di un intervento militare nello stato medio orientale.
La Cnn in queste ore è stata molto precisa, ha reso pubbliche alcune prove, citando fonti diplomatiche, riguardo la quantità di gas usato, 350 litri scaricati sulla sola Ghouta, e sulla traiettoria dei razzi utilizzati.

Scendendo nel dettaglio ha dichiarato che su alcuni missili erano riconoscibili alcune scritte in cirillico.
Il presidente della commissione d’inchiesta sui Diritti umani, Paulo Sergio Pinheiro, ha dichiarato che si sta indagando anche su altri 14 sospetti attacchi tutti compiuti dal settembre del 2011. Pinheiro si ha inoltre dichiarato che la commissione Onu ritiene che il regime di Assad abbia commesso crimini contro l’umanità, anche i ribelli si sono macchiati di crimini di guerra, ma non contro l’umanità in quanto non hanno una vera catena di comando, e le loro azioni si limitano più a contenere gli attacchi, usando per la maggior parte delle volte le tattiche di guerriglia.
La certezza della colpevolezza del regime siriano sembra assoluta, già venerdì scorso infatti il segretario avrebbe dichiarato, che ci sarebbero prove schiacciati circa l’uso di armi chimiche durante l’attacco del 21 agosto a Ghouta.
Tale espressione di violenza aveva indotto il presidente Obama, all’indomani dell’attacco, ad annunciare la possibilità di un’azione militare contro Assad ma l’evidente resistenza dell’opinione pubblica, e della stampa americana, nessuno infatti sembra volere un nuovo Iraq, ha mitigato i toni e da qui nasce il sostegno americano alla soluzione russa.
In una nota diffusa dalla Casa Bianca dopo poche ora la riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, Susan Rice, il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, afferma che il responsabile senza alcun dubbio del massacro del 21 agosto sia Bashar Al-Assad, per la Ue a parlare è l’alto rappresentante per la politica estera Catherine Ashton ha condannato questo orribile attacco che ha violato le leggi internazionali e rappresenta un vero e proprio crimine di guerra e contro l’umanità.
Secondo la Ashton il dossier potrà fornire le prove per identificare i responsabili.
La reazione della Russia al rapporto delle Nazioni Unite è stata molto più mite e contenuta, del resto il Cremlino in queste ultime settimane si è impegnato per evitare il rischio della guerra, che potrebbe assumere risvolti pericolosi.
Per il ministro degli esteri di Mosca Serghej Lavrov, “il rapporto dell’Onu dimostra solo che sono state usate armi chimiche”, afferma che potrebbe essere stata una provocazione, il ministro francese Laurent Fabius, non sembra essere molto in sintonia con il collega russo, ha ribadito, “il rapporto non lascia dubbi sul fatto che dietro c’è il governo di Assad”. Lavov invece insiste su una linea diversa, sottolineando le differenze di vedute tra Mosca e Parigi riguardo la crisi siriana.
Secondo il ministro russo infatti dal rapporto non sembra chiara la colpevolezza del regime di Assad, anzi non chiarisce affatto questo punto cruciale.
La Cina secondo le parole di Hong Lei portavoce del ministro degli esteri ha dichiarato che la Cina si impegnerà e “valuterà con grande attenzione” il documento sulle armi chimiche, per quanto riguarda l’attribuzione di responsabilità Pechino dimostra di essere della stesa opinione di Mosca, del resto sono almeno due anni che la Cina blocca con il veto l’Onu ogni qual volta si discute di mettere pressione al regime di Assad.
Intanto è delle ultime ore la notizia dello scoppio di un’autobomba nella parte siriana del principale valico con la Turchia, che avrebbe ucciso secondo le prime ricostruzioni 7 persone e ferito circa un’altra ventina di ignari passanti.

Questi primi dati sono stati diffusi dalle agenzie di stampa turche Dogan e Cihan.
Al-Jazeera invece conferma la morte di una sola persona. L’esplosione comunque avrebbe coinvolto un blocco stradale presidiato dai ribelli all’imbocco del valico.
La Turchia ha già dichiarato che riferirà alla Nato e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per fare chiarezza sull’accaduto.
Nei prossimi giorni si aspettano anche delle risposte concrete da parte del regime siriano alle accuse di crimini di guerra, mosse dagli Usa e della Ue, e sullo smantellamento delle armi chimiche in possesso.
Intanto a causa di questa crisi il numero dei profughi dall’inizio del conflitto è salito a sette milioni.

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