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Truffe su Facebook: falso ufficiale Usa chiede amicizie

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Truffe su Facebook: falso ufficiale Usa chiede amicizie

Falsi ufficiali USA adescano donne su Facebook per chiedere soldi – come sempre, a maggior ragione dietro allo schermo di un computer, può celarsi chiunque – . Si tratta di uomini che, con tanto di fotografie vere, di veri ufficiali americani – nella maggior parte dei casi generali – si spacciano per loro dicendo di essere vedovi, non più giovani ed in cerca di una compagna, possibilmente che sia disposta a fare da madre ai loro figli. Per rendersi più interessanti, raccontano di essere impegnati e di essere stati impegnati in rischiose missioni all’estero. Dietro le truffe su Facebook c’è una vera e propria organizzazione criminale ramificata a livello mondiale, le cui sedi si trovano tuttavia in Paesi dove effettuare indagini risulta impossibile, in primis in Nord Africa. Naturalmente tutto alle spalle non solo delle vittime, ma anche di determinati ufficiali americani, i quali non sanno che sono state rubate le loro fotografie e le loro identità per commettere un illecito contro le donne, di una fascia d’età compresa tra i 30 e i 55 anni.

Sono almeno due anni che circolano questi falsi profili: a mettere in guardia, è stata nel 2014 nientemeno che la US Army Criminal Investigation Command – Comando di investigazione criminale delle forze armate americane, più noto come CID -, che ha chiamato tali truffe “Romantic scams”, “truffe romantiche”.

I soldi, a sentire gli adescatori, servirebbero affinchè la relazione con la malcapitata possa continuare, portando magari al matrimonio. Il CID ha sottolineato quanto sia preoccupante che molte donne siano disposte ad inviare denaro a persone che “conoscono” soltanto virtualmente e talvolta, con cui non hanno mai parlato nemmeno per telefono.

E’ capitato che ad una signora riccionese di 55 anni, venissero spillati oltre 25 euro, lasciandola in gravi difficoltà economiche. Il truffatore si era presentato con il nome e la foto di tale Thomas Cody e diceva di essere di stanza in Nigeria. Raccontava di essere vedovo con una figlia, ma soprattutto chiedeva continuamente soldi per uscire dal Paese ed arrivare in Italia. Ovviamente, però, il denaro non arrivava all’esercito americano come “cauzione” per dare la licenza al presunto valoroso soldati, ma a personaggi nigeriani con nomi come Anyanwu Golden, Kelechi Ukekwe, Nwaokeafor Uzochukwu, Stanley U Okeafor, Durunna Nneka.

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