Slittato il nome del sovrintendente del Petruzzelli COMMENTA  

Slittato il nome del sovrintendente del Petruzzelli COMMENTA  

Quando nella cultura  si intrecciano affari e interessi politici finisce sempre con un nulla di fatto a discapito proprio del sistema (se di sistema si può parlare) culturale! Il consiglio d’amministrazione del Petruzzelli, riunitosi ieri non ha emesso alcun verdetto circa la nomina del nuovo sovrintendente.


Alla presenza del sindaco Emiliano, del sovrintendente del Teatro alla Scala Carlo Fontana sono emersi punti di vista divergenti tra i consiglieri che hanno portato ad un ripensamento all’affidamento dell’incarico a Maurizio Pietrantonio, già sovrintendente a Cagliari.


Il motivo del disaccordo riguarda principalmente l’organigramma e la gestione della Fondazione che punta certamente ad uno sviluppo, ma che non può continuare ad operare con i limitati finanziamenti statali.


Il sovrintendente Fontana ha ipotizzato tre proposte per trovare soluzione economiche che, tutt’oggi limitano il teatro barese e pugliese: assorbire orchestra e coro all’interno di un nuovo complesso musicale finanziato dalla Regione e convenzionato con la Fondazione; finanziare attraverso i fondi Regionali l’orchestra e il coro, oppure istituire una cooperativa di orchestra e coro e quindi convenzione con la Fondazione. Sono tre idee che devono presupporre, come dice il sovrintendente della Scala: “grande sforzo di fantasia e libertà intellettuale che va a coincidere con la voglia di mettersi in gioco, per realizzare qualcosa di diverso e nuovo”. 

A tal proposito il sindaco Emiliano, parlando in conferenza stampa, ha affermato che se nessuna delle ipotesi dovesse andare in porto, dopo i colloqui tra Comune, Regione e Ministero, sarà obbligatorio procedere con il commissariamento del Petruzzelli. Ed è necessario, quindi, che prima della nomina di un sovrintendente (quello uscente è Giandomenico Vaccari) sia necessario un programma.

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La situazione finanziaria non aiuta le prospettive della Fondazione. Purtroppo la causa principale del nulla di fatto durante il Cd’A è proprio la ristrettezza economica. Vendola, in un comunicato stampa lo ricorda: “La Regione Puglia che in questi anni ha dato un contributo decisivo alla ricostruzione e al rilancio del Teatro Petruzzelli, partecipa con grande interesse al dibattito sul futuro della prestigiosa istituzione culturale. Per questo, oltre che per il dovere di testimoniare la verità, vorrei sommessamente rammentare a tutti che alle criticità che minano la vita dell’ente lirico non si può rispondere con soluzioni di fantasia, che sono in aperto contrasto con i vincoli posti dal patto di stabilità e con l’attuale drammatica condizione della finanza pubblica”. Vendola poi ricorda: “Occorrerebbe una deroga disposta con legge statale per consentire all’ente Regione di poter agire: non già per assumere direttamente i lavoratori dell’orchestra del Petruzzelli, ma per poter bandire il concorso europeo che sarebbe condizione imprescindibile per la selezione dei musicisti.  Non vale neanche la pena di ribadire che i vincoli del patto di stabilità rappresentano una barriera insormontabile per Regioni ed enti locali, proprio in riferimento alla possibilità di procedere a nuove assunzioni: tanto è vero che abbiamo attualmente ancora da risolvere il problema della stabilizzazione dei lavoratori della stessa Regione Puglia contrattualizzati in forme precarie”

La situazione delle disponibilità finanziarie limita fortemente l’attività artistica e culturale barese e pugliese che invece, vuole emergere e diventare realtà.

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