Smettere di lavarsi, ecco perché farlo

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Smettere di lavarsi, ecco perché farlo

smettere di lavarsi

Il racconto del giornalista che ha deciso di smettere di lavarsi. I risultati sono sorprendenti: niente puzza, merito di una guerra fra batteri.

Doccia? Shampoo? Crema idratante? Macché. Smettere di lavarsi è possibile, l’esperimento di un giornalista americano parla chiaro. E non si puzza nemmeno poi tanto.

Cambiare le nostre abitudini: smettere di lavarsi

Le abitudini sono difficili da cambiare e smettere di lavarsi può considerarsi cosa impossibile, almeno a prima vista. Un giornalista americano, però, di nome James Hamblin, incuriosito da alcune precedenti storie, ha deciso di tentare il singolare esperimento di trascorrere quattro settimane senza usare sapone, shampoo o creme di alcun genere, insomma, niente prodotti da bagno, di quelli che riempiono le nostre borse della spesa ogni volta che usciamo dal supermercato.

La guerra dei batteri

James ha parlato del suo esperimento sulle pagine dell’Atlantic, raccontando che sì, dopo un paio di giorni, puzzava, come si dice, quanto una capra, ma che, in seguito, si è accorto che il mal odore si riduceva, per poi scomparire del tutto.

Merito di alcuni specifici batteri, stando a quanto ha spiegato, che vengono prodotti dal nostro corpo proprio per combatterne altri, responsabili del cattivo odore. James ha paragonato questo fenomeno all’equilibrio raggiunto da un ecosistema – in questo caso il nostro corpo – in modo del tutto autonomo.

Di qualcosa del genere si era già accorta un’altra giornalista, Julia Scott del New York Times, anche lei impegnata a sperimentare l’abbandono di ogni detergente da bagno per un mese. In quell’occasione, Julia aveva addirittura fatto un passo in più, provando ad utilizzare specifici prodotti basati proprio sull’uso dei batteri che combattono il cattivo odore. Alla base di questi esperimenti permane la necessità di capire se davvero si può smettere di utilizzare sapone e shampoo e lasciare che il nostro corpo trovi l’equilibrio con la guerra dei batteri.
Questi coraggiosi giornalisti hanno dimostrato che si può fare.

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