Sneijder e i tulipani sfioriti

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Sneijder e i tulipani sfioriti

Strano destino quello dell’Olanda, negli anni 70’ gli olandesi inventarono il calcio globale, l’Ajax dominava in Europa e Cruijff era il giocatore che ogni allenatore avrebbe desiderato avere in squadra.

Quell’Olanda non vinse però nessun titolo, si dovette accontentare della piazza d’onore, 2° nel 74’ (mondiali in Germania, vincitore la Germania), 2° nel 78’ (mondiali in Argentina, vincitore l’Argentina).

Poi arrivò un’involuzione, sia a livello di club che di nazionale non venne garantito il ricambio generazionale, l’Olanda perse credito nel ranking europeo e mondiale.

Nel 1988, complice una nuova nidiata di campioni arrivò finalmente il primo alloro, l’Europeo, gli orange guidati da un grandissimo Van Basten conquistarono la coppa, in campo mondiale però non riuscirono a ripetere i fasti degli anni 70’.

Due anni fa la squadra, che non era partita con i favori del pronostico, riuscì ad arrivare alla finale, Sneijder era uno dei giocatori più rappresentativi di quella squadra.

A livello personale aveva inanellato una stagione fantastica vincendo la coppa Italia, lo scudetto e la Champions, arrivava alla finale poi con il titolo di capocannoniere della competizione.

Non giocava una grande finale però un suo spunto metteva Robben di fronte a Casillas, se fosse stato gol forse l’Olanda avrebbe vinto il mondiale, la storia però non viene scritta dalle ipotesi ma dai fatti.

Il mondiale venne vinto dalla Spagna e, ironia della sorte, la classifica del pallone d’oro mise l’olandese al 4° posto premiando l’argentino Messi.

Una beffa per tutti i soloni che avevano sempre affermato che per vincere il pallone d’oro non era sufficiente il campionato, forse era questa l’ennesima dimostrazione che concorrono anche fattori politici o di sponsor oltre che tecnici nell’assegnare l’ambito riconoscimento.

Dopo il mondiale comunque Wes viveva un’involuzione, anche quest’anno molti ipotizzavano che il tulipano si stesse risparmiando per la kermesse europea.

Ora anche se il tulipano non ha giocato complessivamente male, la sua squadra è ormai virtualmente eliminata, la speranza è che la rabbia sportiva possa fare da sprono per un prossimo campionato da disputare ai vertici italiani ed europei con la maglia nerazzurra.

Cereda Stefano

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Stefano Cereda 439 Articoli
Laureato in Scienze Storiche all'Università Statale di Milano, relatore in un convegno patrocinato dalla Provincia di Lecco sui 150 anni dell'Unità d'Italia, per il medesimo convegno autore di un saggio sul Risorgimento.