Sofri rinuncia all’incarico, ma l’incarico non c’è mai stato COMMENTA  

Sofri rinuncia all’incarico, ma l’incarico non c’è mai stato COMMENTA  

C’è confusione attorno alla notizia diffusa ieri e in base alla quale il Ministro della Giustizia Andrea Orlando avrebbe dato un incarico di consulente del governo all’ex leader di Lotta Continua Adriano Sofri nell’ambito della riforma carceraria.


Ai primi commenti, quelli del sindacato di polizia giudiziaria Sappe, molto duri nel parlare di un fatto”grave e inaccettabile”, si sono aggiunti quelli dei famigliari del Commissario Calabresi (del cui assassinio Sofri è stato riconosciuto mandante e, come tale, incarcerato per 22 anni), che hanno definito “incomprensibile” la scelta del ministro.


Per contro, Andrea Orlando ha dichiarato che “non c’era nessun tipo di consulenza nè tantomeno di incarico retribuito per Sofri”, negando perciò in toto l’intera vicenda.


Da ultimo, l’intervento dello stesso Adriano Sofri in prima persona che spiega: “si è sollevato un piccolo chiasso attorno alla mia ‘nomina’ da parte del ministro della Giustizia come ‘esperto’ di carcere.

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Il mio contributo si era limitato a una conversazione telefonica con un autorevole giurista, e all’adesione a una eventuale riunione futura. Alla quale invece non andrò, scusandomene coi promotori, perché ne ho abbastanza delle fesserie in genere e delle fesserie promozionali in particolare”.

Per quanto risulta dai documenti messi a disposizione online, sembre che né il DM 8 maggio 2015 (http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_8_1.wp?previsiousPage=mg_1_8&contentId=SDC1159129), né il Decreto 9 giugno 2015 (http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_8_1.wp?facetNode_1=0_2&facetNode_3=1_1(201506)&facetNode_2=1_1(2015)&previsiousPage=mg_1_8&contentId=SDC1159138) riportino il nome di Adriano Sofri.

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