Sondaggio Demopolis, il 10% degli italiani favorevole all’intervento militare in Siria COMMENTA  

Sondaggio Demopolis, il 10% degli italiani favorevole all’intervento militare in Siria COMMENTA  

Sono stati diffusi ieri i risultati di un sondaggio condotto dall’istituto Demopolis e relativi all’opinione pubblica italiana nei giorni successivi agli attentati di Parigi.


Dai 1000 intervistati fra il 16 e il 17 novembre dagli incaricati dell’istituto diretto da Pietro Vento sono arrivate indicazioni molto precise, alcune delle quali prevedibili, altre meno. Nonostante le rassicurazioni arrivate dal ministro degli Interni Angelino Alfano, subito confermate dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, soltanto un quarto degli italiani si dichiara per nulla preoccupato dall’eventualità di attacchi terroristici sul territorio italiano. Di opinione contraria è quasi la metà degli intervistati (47%), dei quali però soltanto una parte (18%) ritiene che eventuali attentati possano verificarsi nella città in cui vive. Nei grandi centri urbani, come a Roma, quest’ultima percentuale cresce di moltissimo rispetto alla media nazionale, arrivando a sfiorare il 50%. Tuttavia, “nonostante i diffusi timori, solo il 19% condivide l’ipotesi di un rinvio dell’imminente Giubileo per ridurre i rischi nella Capitale. Contrari ad un rinvio del grande evento voluto da Papa Francesco si dichiarano 7 italiani su 10, convinti che si tratterebbe di un cedimento alla paura”, ha spiegato il direttore Pietro Vento. Le ripercussioni sulla vita privata, in ogni caso, ci sono eccome, visto che il 40% degli intervistati ha dichiarato di essere intenzionato a modificare le proprie scelte in termini di viaggi e vacanze e il 23% ha dichiarato che con ogni probabilità sceglierebbe di non partecipare a importanti eventi di massa.


In merito poi alle modalità di intervento in Siria, Pietro Vento ha spiegato che si tratta di “una richiesta che fa discutere l’opinione pubblica italiana. Appena il 10% ritiene giusto intervenire subito, militarmente, accanto alla Francia; meno di un terzo condividerebbe l’intervento del nostro Paese soltanto se nell’ambito di una coalizione internazionale guidata dalle Nazioni Unite.

Di parere opposto, decisamente contraria appare la maggioranza assoluta  (57%) degli italiani: il 37% ritiene che un intervento militare non servirebbe e risulterebbe anzi controproducente, come nel caso della Libia e, prima ancora, dell’Iraq.

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Per il 20% rischierebbe di esporre il nostro Pase a ritorsioni ed attentati”.

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