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Sospensiva disciplinare Moscato Docg: la Regione Piemonte non accetta prepotenze e ricorre in Consiglio di Stato
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Sospensiva disciplinare Moscato Docg: la Regione Piemonte non accetta prepotenze e ricorre in Consiglio di Stato

L’Assessore all’Agricoltura del Piemonte Claudio Sacchetto, sull’annosa questione della sentenza del Tar del Lazio riguardo al disciplinare Moscato Docg, ha dichiarato : “Non viene accettata una legittima decisione di escludere il Comune di Asti dalla zona di produzione del Moscato Docg, creando così disagi e timori nell’intero comparto. La Regione deve tutelare il settore da prepotenze e speculazione, dunque continua determinata il suo percorso”.

L’Assessorato Regionale all’Agricoltura continua determinato il suo percorso contro le prepotenze in difesa del territorio storicamente vocato alla produzione del Moscato Docg.
La Regione Piemonte ha infatti dato mandato all’Avvocatura affinché ricorra al Consiglio di Stato in merito alla sospensiva del disciplinare del Moscato decretata il 15 marzo dal Tar del Lazio in seguito all’azione legale attuata da Zonin. L’imprenditore vitivinicolo veneto ha infatti richiesto al Tribunale Amministrativo Regionale di esprimersi sulla correttezza del disciplinare dell’Asti Docg e, in secondo luogo, la sospensione della validità dello stesso. A metà del mese corrente l’ordinanza del Tribunale Amministrativo Regionale laziale ha accolto la seconda istanza.
La Regione Piemonte non ci sta, il confronto continuerà in Consiglio di Stato.

L’ Assessore Regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto ha dichiarato: “Ho sottolineato in più occasioni che l’Assessorato Regionale all’Agricoltura non accetta alcuna prepotenza da nessuno.

La scelta di lasciar fuori il Comune di Asti dalla zona di produzione è stata presa seguendo un percorso legittimo all’interno dell’unico organo legittimato moralmente a farlo: la commissione paritetica, ma la decisione a quanto pare non viene accettata da Zonin. La Regione ha il compito di tutelare un prodotto che porta l’immagine del Piemonte in tutto il mondo. La decisione emersa dalle considerazioni del Tar del Lazio non solo fanno male al comparto, ma creano disagi e danni alla commercializzazione del Moscato, i produttori sono in una fase complessa in quanto senza preavviso è stata annullata la validità del disciplinare. Basta con l’arroganza di pochi che danneggia l’intero settore, la Regione continua determinata il suo percorso a difesa del territorio, l’azione proseguirà in Consiglio di Stato. Intanto è positivo il fatto che la sospensione delle sottozone non riguardi la vendemmia 2011”.

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