Spec Ops

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Spec Ops

Se dovessi fare il conto esatto di tutte le persone a cui ho sparato durante le campagne di videogiochi sparatutto in prima persona rimarrei shockato. Al di fuori dei giochi in cui gli antagonisti erano esseri sovrannaturali, la maggior parte degli uomini nei giochi erano sconosciuti e quindi facilmente identificabili come “nemici”. Tutto questo permette un senso di distacco che è un po’ inquietante.

Non so cosa possa rivelare di me il fatto che giocare a Spec Ops: The Line mi preoccupi in un modo totalmente diverso, ma è così! Mandato a cercare i superstiti dopo una terribile tempesta di sabbia a Dubai, con la la mia squadra mi sono trovato invischiato in una battaglia tra soldati americani. Disobbedendo agli ordini, un generale e un battaglione di americani erano rimasti indietro per aiutare con le manovre di evacuazione, e nei giorni successivi alla tempesta di sabbia, si era scatenato l’inferno. Gli americani avevano comnciato ad uccidere i civili, agendo come dei bambini che governano un’isola deserta, e non si riusciva a capire se almeno alcuni di loro fossero ancora fedeli.

Del tempo trascorso a Dubai, però, una cosa era evidente: se volevo vivere dovevo sparar loro per primo!

Momenti come questi in Spec Ops mi rendevano incerto. Sono cresciuto in una base militare, ed avevo un sacco di amici che poi si sono arruolati nei Marines o nell’esercito e non potevo fare a meno di pensare a loro mentre giocavo a Spec Ops: era come se sparassi ai soldati americani. So che si tratta di un gioco e che per salire di livello dovevo uccidere quelli che erano i miei nemici di gioco, ma non riuscivo ad essere distaccato.

Tuttavia è proprio uno degli itenti degli sviluppatori di in Spec Ops, quello di spingere a considerare quello che si sta facendo da un punto di vista morale. In effetti, i personaggi del gioco agiscono in un determinato modo per avere il loro leader e perchè ad un certo punto è una questione di vita o di morte per te e per la tua squadra, bisogna scegliere: o o te stesso o i nemici! Il problema che emerge è quanto sia plausibile.

La distruzione di Dubai rimane un po’ inverosimile, anche se ho degli amici che mi hanno raccontato di comportamenti anomali da parte dei soldati: quindi non è del tutto impossibile che cose come queste possano accadere! Mettere delle armi in mano a delle persone che a malapena possono essere considerate adulte e dare loro il potere di fare agli altri delle cose potenzialmente spaventose è assurdo se ci pensiamo bene e Spec Ops ne mostra le possibili conseguenze…

Gli sviluppatori hanno fatto in modo che il gioco inducesse alla riflessione, e a fare delle scelte…certo, delle scelte che presuppongono la possbilità di due opzioni, ma pur sempre una scelta. Quando ho dovuto scegliere se salvare dei civili o degli agenti della CIA ho dovuto scegliere se comportarmi da amorale o da infame!

Il problema che ne consegue è che spesso la strada che ti fa vincere nel gioco è quella sbagliata. Nella demo del gioco, per esempio, con la mia squadra mi sono imbattuto in un campo nemico: non avevamo nessuna possibilità di vincere, finchè ad un certo punto non ho focalizzato la presenza dia rmi mlto potenti che ci avrebbero permesso di anientare i nemici bruciandoli vivi..un componente della squadra voleva utilizzarle, un altro invece era contrario: “C’è sempre un’altra scelta!”, ha ribattuto!

Ma si sbagliava.

Anche se ho cercato di alzarmi in piedi e iniziare a sparare con il fucile è stato tutto inutile… ho cominciato a chiedere e mi è stato detto che i giocatori dovevano utilizzare quelle armi…

Ho camminato in mezzo i soldati morti e morenti: ero arrabbiato e un po’ inorridito, ma anche preoccupato dal fatto che non avevo avuto scelta. Immaginate, allora, il mio shock quando la demo si è conclusa con un soldato americano ustionato che mi ha detto che stavano solo cercando di aiutare. Quindi on tutti gli americani erano dei traditori, ma il fatto di dover prendere una decisione che ci permettesse di vivere, di associare le uniformi americane a quelle del nemico – mi ha fatto uccidere i buoni!

Raccontare una storia dalla prospettiva di qualcuno che sta brandendo una pistola e sparando alla gente in nome del “divertimento” è una sfida. Ma Spec Ops: The Line sicuramente è qualcosa di più: induce a riflettere! Il gioco verrà commercializzato in primavera: non so ancora se lo comprerò ma sono grato di aver potuto fare un’esperienza così!

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