Spending review a Palazzo Chigi? Neanche per idea! Ecco la verità

Roma

Spending review a Palazzo Chigi? Neanche per idea! Ecco la verità

In un clima di tagli, mi sembra doveroso insistere ancora una volta su quelli che dovrebbero essere fatti per primi , ma che per ovvie ragioni verranno procrastinate. A Palazzo Chigi infatti, negli uffici di Mario Monti e del sottosegretario Catricalà, in quelli della Protezione Civile, vari dipartimenti e ministeri senza portafogli, la scure della spending review non si abbatterà, almeno per ora. Eppure, i tagli sulla carta ci sono! C’è dunque da chiedersi chi e cosa e se davvero ci sono stati. Riveliamo misteri e sotterfugi: a giugno Monti aveva regolato la materia della spesa con un Dpcm secondo cui si sarebbe dovuto ridurre del 20% il numero delle poltrone dirigenziali di Palazzo Chigi. Eppure nulla di ciò è mai avvenuto. Non c’è alcuna alchimia, solo qualche inganno a spese della dabbenaggine collettiva, di quanti ancora credono che il nostro Stato abbia realmente voglia di salvare la barca .Le 4.500 persone circa, tra cui 1.500 comandanti e 500 militari resteranno arroccati alle loro poltrone, i tagli infatti sono pura finzione scenica o meglio una ignobile cortina fumogena per prendersi gioco degli italiani.

il Dpcm annuncia effettivamente una riduzione della pianta organica del Parlamento, secondo cui i dirigenti di prima fascia dovranno passare da 80 a 64, mentre quelli di seconda da 214 a 171: peccato che in realtà i dirigenti siano soltanto 69 nella prima fascia e 158 nella seconda. Stessa cosa per la Protezione Civile, dove i dirigenti di prima fascia dovrebbero essere 11, quelli di seconda 43: in realtà scopriamo che i primi sono 8 ed i secondi 17. Facile dedurre che non si può proprio parlare di sforbiciata! Per sintetizzare dunque Monti annuncia una riduzione di dirigenti da 294 a 235. Poiché tuttavia attualmente ci sono 14 dirigenti di prima fascia e 40 di seconda nominati “per incarico”, ovvero per alto merito e che dunque non rientrano nelle piante organiche, badate bene, i dirigenti saranno gli stessi di oggi, cioè 281, 46 in più del taglio previsto. Addirittura poi, non contenti di coglionarci dalla mattina alla sera, saranno assunti altri 16 dirigenti di seconda fascia, provenienti da una vecchia graduatoria del 2006 ed altri 8 usciti dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione di Caserta.

Inoltre Monti, per tutelare la sua casta, ha affermato che la spending review inizierà alla fine dell’attuale mandato governativo. Ma che brava persona! Ma vogliamo parlare di cifre? Un capo dipartimento arriva a percepire uno stipendio di 300 mila euro annui, un consigliere circa 91.000, cui si aggiunge una retribuzione variabile che oscilla tra i 40 e gli 80 mila euro; un dirigente di seconda fascia guadagna circa 87 mila euro annui. A voi le conclusioni!

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