Spending review: ecco gli sprechi di Banca D’Italia solo per il mg COMMENTA  

Spending review: ecco gli sprechi di Banca D’Italia solo per il mg COMMENTA  

L’ora tanto temuta è giunta , e Bruxelles deve risolvere il
dilemma sull’acquisto di titoli di Stato dei Paesi in crisi. Ovvio chiedersi
quali armi userà la Banca d’Italia! Ebbene mentre la scure dei futuri direttivi
Bce incombe , invece di adoperarsi a risolvere le questioni impellenti, a Via
Nazionale,  si prendono iniziative piuttosto
insolite e dispendiose: è stata infatti destinata una somma a dir poco
scandalosa, sette milioni di euro, per spese di manutenzione di piante e
giardini nelle sedi di rappresentanza e nel centro sportivo del Tuscolano a
Frascati, sede dell’istituto , attrezzato con campi da tennis, calcio e piscina
come non bastasse sono stati spesi ben 15 milioni di euro per videocitofoni e
campanelli.


Se volete sapere chi ha pagato la nota spese, la risposta è
sempre quella più ovvia: NOI ! Questo perché, Banca d’Italia è un istituto di
diritto pubblico ed esercita su mandato la funzione di Tesoreria dello Stato,
sebbene appartenga a banche private per il 94,33%. Spese a parte, il bilancio è
sempre attivo in virtù del fatto che si attingono le riserve dai buoni dello stato
acquistati dagli italiani , incluse le riserve auree.


La cosa che sconvolge è il fatto che si tratti di cifre
folli, ingiustificate in un periodo di crisi, tanto più che la Banca si è di
molto ridimensionata , non si occupa più di politica monetaria e anche i
compiti di vigilanza saranno trasferiti a Francoforte.


Donato Masciandaro, docente di economia monetaria alla Bocconi
e direttore del Centro Paolo Baffi su banche centrali e regolamentazione
finanziaria commenta : “Sprechi e inefficienze ci sono ovunque ma la Banca
d’Italia è un’eccellenza rispetto alle altre banche centrali Il punto vero è
che presto dovrà essere presto riformata in profondità per sostenere l’urto del
nascente sistema di vigilanza accentrato nella Bce”.

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Nessuno pare tuttavia interessarsi di questi dettagli, così gli
italiani continuano a pagare settemila dipendenti, centinaia di immobili di
pregio e una serie di costi e sprechi a partire dal presidente Ignazio Visco,
che guadagna 750 mila di euro, il doppio del suo collega tedesco Jens Weidmann,
capo della Bundesbank.

E la spending review, vi chiederete? Bene il minuscolo
emendamento presentato in Senato poi ribadito dal governo la settimana scorsa:
prevede che a partire dal 2013 anche le banche dovranno attenersi ai dettami
della revisione di spesa con tagli su auto blu, ferie, buoni pasto e
consulenze, mail taglio convince poco, perché bilancio, affidamenti, acquisti
della Banca d’Italia , come abbiamo letto poche righe fa quadreranno sempre grazie
alle riserve dei cittadini

Importante analizzare nel dettaglio le cifre di cui
parliamo:

1) Visco: un tecnico da 750mila euro

2) il costo del personale : 819 milioni

3) le spese di amministrazione : 420.

4)  Il direttorio di
nomina governativa che controlla l’autorità bancaria , spende per pagare poche
persone, tra organi collegiali e periferici 3,1 milioni di euro l’anno in compensi:
i 13 consiglieri superiori guadagnano 371mila euro, i cinque componenti del
collegio sindacale 137mila.

5), Il direttore generale Fabrizio Saccomanni : 593mila euro,
i tre vice-direttori  441mila euro.

 

Ci sono poi 7.315  dipendenti, 2mila tra funzionari e
dirigenti  e 33 precari.

Banca D’Italia, tuttavia non si preoccupa del suo personale
in eccesso, come succede per le altre aziende, così, tale sovrannumero e finisce
per costare la bellezza di 819 milioni di euro l’anno tra stipendi,
accantonamenti per oneri maturati, diarie per missioni e trasferimenti: insomma
mediamente si spendono 109.300 euro a dipendente.

Ma volete sapere perche? La risposta è ancora più
sconcertante! il personale della Banca d’Italia ha ereditato le conquiste degli
anni d’oro e non si sogna nemmeno lontanamente di rinunciare a privilegi. Il discorso
non fa una piega, peccato che, come dicevamo prima, a pagare siano gli
Italiani, già perché i poveri cittadini certi privilegi non li hanno più. Ecco qualche
esempio :l’assistenza sanitaria privata costa 32 milioni di euro l’anno,
l’assicurazione 33,5 (fino al 2015). Il taglio dei buoni pasto della spending
incide poco, in quanto di Roma, Frascati e 11 filiali hanno la sede interna: in
cinque anni costa 41 milioni, otto all’anno. Le altre filiali hanno servizi
mensa in convenzione. Il servizio di trasporto per i tragitti casa-lavoro per
il personale dell’area romana un milione e due.

Tra gli altri corsi c’è pure quello di un programma di
formazione di inglese da 620mila euro. Ovvio chiedersi  come mai fare un corso di lingue in corso d’opera,
quando sui bandi di concorso per entrare in Banca è prevista la conoscenza
fluente dell’inglese? E soprattutto perché insistere dal momento che da anni
sette consulenti-traduttori sono a libro paga dell’ente al costo di mezzo
milione di euro?

Il paragrafo precedente apre ne apre uno più intrigante, a
proposito delle consulenze : al 30 agosto i consulenti esterni stipendiati da Bankitalia
sono 112 e incassano ben due milioni e mezzo di euro, alcuni di essi hanno
incarichi plurimi, rinnovabili di anno in anno, che si perdono negli annali di
rapporti ormai esauriti senza che tuttavia nessuno sollevi il problema della
Spending review!

Ad incidere pesantemente sulle spese , c’è anche l’ingente
patrimonio immobiliare, che affonda le sue radici nel lontano 1893: da allora
Banca d’Italia ha accumulato un tesoro di 4,2 miliardi (1.3 quelli a garanzia
dei trattamenti di quiescenza del personale).

Si parla di un centinaio di immobili nei centri storici
delle città capoluogo di regione e provincia , di essi alcuni sono in affitto
(dalle locazioni entrano 27 milioni) mentre tra il 2008 ed il 2010 sono state chiuse
39 sedi provinciali.

. Dal  2010 sono state
messe in vendita  60 sedi , per un valore
stimato di due milioni di euro, ma attualmente non è stato venduto alcun
immobile.

Ad oggi la rete operativa è composta da 20 filiali regionali
e provinciali, 25 sportelli e 18 centri per la vigilanza, trattamento del
contante, tesoreria dello Stato. Più tre sedi distaccate a New York, Londra e
Tokyo, con un budget per la manutenzione di 30 milioni di euro.

Vogliamo parlare di altre spese, ad esempio quelle del
turismo? Bankitalia ha un suo Ufficio Studi specializzato negli studi
comparati, analisi dei settori produttivi e degli scenari economici.il problema
è che spesso queste ricerche vengono effettuate all’estero.

Facciamo un esempi0o, dal momento che il turismo è in crisi
a Palazzo Koch hanno commissionato una Indagine statistica campionaria sul
turismo internazionale, per capire quanto spendono turisti e uomini d’affari
durante il loro soggiorno italiano.

L’indagine di mercato , costata otto milioni di euro , è stata
fatta tre anni fa per analizzare tuttavia un periodo successivo che va dal2013
al 2016!

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