Spending review: non si toccheranno le pensioni d’oro!

Roma

Spending review: non si toccheranno le pensioni d’oro!

Il nostro “equo”governo, così attento a far quadrare i bilanci, da tagliare su tutto in nome della spending review e che ha varato la riforma della previdenza, candidamente si è detto contrario ad inserimento di un tetto per le pensioni d’oro. C’è da chiedersi in nome di quale equità possa giungere questo infame veto! Basti pensare che pensioni di lusso, tra i banchi dell’esecutivo ce ne sono diverse. Sarà forse per questo che i nostri parlamentari si mostrano così reticenti? Pensate bene che tra i contrari all’applicazione del tetto vi sono addirittura il super-commissario ai risparmi, Enrico Bondi , ma anche il sottosegretario, Gianfranco Polillo, principale sospettato del rinvio della norma.

Ad oggi è un continuo susseguirsi di informazioni parziali, per cui non si capisce in che modo sarà varato il provvedimento che il Consiglio dei ministri attuerà in nome della spending review (10 miliardi di tagli nel 2012, il doppio nel 2013, per evitare l’aumento dell’Iva previsto da Berlusconi). Ma quel che è peggio , non è chiaro se ci sarà un tetto massimo per le pensioni pagate dall’amministrazione pubblica che l’emendamento presentato dal deputato Pdl, Guido Crosetto, indicava in 6mila euro netti mensili.

La situazione si tinge di giallo, infatti il famigerato emendamento pare sia stato ritirato senza conoscerne le motivazioni, a causa delle insistenti “pressioni” da parte del governo e degli stessi colleghi di Crosetto. Secondo indiscrezioni il sottosegretario eccellente Polillo avrebbe detto in Commissione :” Smuovi un campo troppo ampio” . Il sottosegretario del resto è titolare di una pensione di 9.541,13 euro netti al mese percepita dall’ottobre del 2006 dopo oltre 40 anni di servizio come funzionario della Camera. Viene da pensare che il gentiluomo voglia indurre a smussare un provvedimento tutt’altro che simbolico proprio per non intaccare la sua pesante busta paga(consentirebbe un risparmio di 2,3 miliardi solo per il pubblico, di 15 estendendolo anche al privato). Ma questo avrebbe un’azione retroattiva del taglio che, fatta eccezione dei poveri pensionati comuni (ai quali hanno bloccato l’adeguamento all’inflazione per gli assegni superiori ai 1.400 euro), come gli esodati, non si dà mai nella legislazione italiana.Non è che la lobby del governo vuole tutelare solo i propri interessi?

Prendiamo in esame le future pensioni di personaggi eccellenti del nostro Governo:

Il ministro del Lavoro Elsa Fornero, che in pensione ancora non ci è andata , nel 2010 ha dichiarato un reddito di 402mila euro lordi annui, il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha dichiarato nel 2011 oltre 7 milioni di euro.

Il suo collega allo Sviluppo Corrado Passera, oltre 3,5 milioni, Piero Gnudi, ministro del turismo ha invece dichiarato redditi da 1,7 milioni. Ovviamente il tetto l’hanno proprio sfondato!

Il ministro Anna Maria Cancellieri dal novembre 2009 è titolare di una pensione di 6.688,70 euro netti al mese. Il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, percepisce 314.522,64 euro di “pensione provvisoria” pari a circa 20mila euro mensili. il sottosegretario allo Sviluppo economico, Massimo Vari percepisce 10.253,17 euro netti al mese, frutto di una lunga attività di magistrato ed è addirittura in attesa di un’altra indennità per gli anni trascorsi alla Corte dei conti europea. Il docente universitario Andrea Riccardi, percepisce 81.154 euro lordo annui (circa 4mila euro al mese) e via discorrendo.Difficile da rintracciare la dichiarazione dei redditi del presidente del Consiglio, la cui pensione , dal novembre del 2003 è pari a 3.330,11 euro netti mensili frutto dell’attività di docente universitario.

Come volevasi dimostrare.

sono sempre i fessi a pagare!

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