Spin-off immobiliari, funzionano ancora!

Economia

Spin-off immobiliari, funzionano ancora!

Pensavate che la crisi avesse posto termine alle operazioni di spin-off immobiliare delle banche?
Ebbene vi siete illusi. La crisi che imperversa in questi ultimi mesi in buona parte del mondo non ha minimamente influito sulle manovre di asset dei grandi gruppi bancari, al contrario li ha addirittura favoriti.
Sembra, infatti, che il patrimonio immobiliare in mano delle banche sia cresciuto, grazie soprattutto alle operazioni di aggregazione che hanno contraddistinto i maggiori gruppi, sebbene non sia possibile avre dei dati precisi.
Ciò dipende dal fatto che buona parte degli immobili in possesso dei gruppi bancari è stato trasferito, già a partire dal 2006, a società di veicolo partecipate in joint venture, la cui unica funzione è quella di fungere da supporto iniziale per la creazione di fondi immobiliari.

Ma quando ha avuto inizio la grande “tradizione” degli spin-off immobiliari da parte delle banche?
Le prime importanti operazioni in questo senso hanno avuto inizio nel 2000 ad opera delle compagnie assicurative, poi immediatamente imitate dalle banche che, con il tempo, sono diventate delle vere protagoniste.
A confermarlo sono i dati.
Ad esempio Banca Intesa ha iniziato la dismissione nel 2003, con uno spin-off immobiliare di 400 cespiti per un controvalore di circa 450 milioni, conferito ad una società in joint venture con Beni Stabili.
Ancora il gruppo Unicredit, per rafforzare il proprio patrimonio immobiliare, ha dato il via ad una significativa campagna di valorizzazione dei propri asset immobiliari, successivamente trasferiti, una parte alla Unicredit Real Estate, l’altra, circa 300, ad un fondo immobiliare gestito da Fimit Srg.
Nel frattempo, chi non si era ancora lanciato in questo fruttifero settore sta correndo ai ripari.
Così anche il Monte dei Paschi di Siena ha avviato uno spin-off immobiliare, con l’obiettivo sia di razzionalizzare i propri asset sia di rafforzare il patrimonio.

Dal canto suo, il Banco Popolare sta portando a termine la valorizzazione del patrimonio immobiliare, con l’obiettivo di realizzare una plusvalenza netta di 400 milioni.
Insomma, le banche si stanno dando davvero da fare e, stando alle cifre, sembra che quello della valorizzazione degli immobili sia un’arma valida per contrastare la crisi.

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