Standard & Poor’s è veramente affidabile? In tanti in Europa cominciano a chiederselo

Economia

Standard & Poor’s è veramente affidabile? In tanti in Europa cominciano a chiederselo

La sede di Standard & Poor's
La sede di Standard & Poor's

Se non basta neanche massacrare la propria spesa sociale, toccare le pensioni, la scuola, la sanità, la ricerca e molto altro, ha senso stare dietro alle bizzarre valutazioni di agenzie come Standard & Poor’s ormai famigerate per aver in passato sbagliato valutazioni in maniera clamorosa dando per affidabile chi non era tale, in quanto magari il controllo azionario della agenzia che dava la valutazione spettava proprio alla società sotto esame? Basterebbe ricordare che Standard & Poor’s, fino al fallimento Lehman, riconosceva alla stessa un alto livello di affidabilità, espresso dalla doppia A, il che basterebbe per bollarla in eterno. Oggi che mezza Eurozona è stata declassata dalla agenzia americana, in molti cominciano a chiederselo. E magari dovrebbero fare mente locale alla valutazione data ad un paese come gli Stati Uniti, giudicato in bancarotta dagli stessi politici americani (bastava sentire Mc Cain nei giorni scorsi allo show di David Letterman, per rendersene conto), ma mai declassato dalle agenzie in questione, per capire come qualcosa non vada.

Tra l’altro, se Standard & Poor’s declassa la Francia, analoga operazione non viene compiuta da Fitch: è troppo pensare che questa seconda agenzia non lo faccia in quanto controllata da una società francese? Qualcuno più avveduto di altri comincia a porsi qualche domanda, come ad esempio Angela Merkel. In Germania, c’è chi ha gongolato pensando alla bastonata data ai paesi mediterranei, ma c’è anche chi non ci sta e lo afferma chiaramente. Ewald Nowotny, membro tedesco del direttivo della Bce, afferma così che il downgrade dell’Italia è uno degli aspetti più problematici del colpo terribile assestato dall’agenzia di rating. In Germania è stato infatti apprezzato il tentativo di Mario Monti di cercare di riguadagnare fiducia sui mercati, tentativo che adesso si complica notevolmente. Tra l’altro, nel futuro prossimo il nostro paese potrebbe subire un ulteriore declassamento. Proprio il caso italiano, spinge così a chiedersi se convenga fare sacrifici per poi essere declassati lo stesso. Stavolta, però, Standard & Poor’s potrebbe essersi data la zappa sui piedi da sola, visto che la Commissione europea ha avanzato la proposta di creare una agenzia di rating europea, sul modello dei cinesi, che si sono già fatti la loro.

Questa agenzia dovrebbe rispondere ai governi europei e sarebbe finanziata dal bilancio comunitario, con un costo relativamente basso. Forse, però, il provvedimento che potrebbe risolvere il tutto senza ulteriori spargimenti di sangue, sarebbe una idea semplice semplice, quella di vietare che le agenzie di rating sottomettano al loro giudizio i debiti pubblici, ma vista la diffidenza che ancora suscita la Tobin Tax, c’è da giurare che nessuno la prenderà in esame. Resta solo da vedere se l’eventuale fuoriuscita dell’Italia dall’euro, considerata una iattura anche da Fitch, non provocherà un ripensamento che però arriverà quando i buoi avranno lasciato la stalla.

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