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Statali: arriva l’ok alla riforma, licenziati se bocciati per tre anni di fila
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Statali: arriva l’ok alla riforma, licenziati se bocciati per tre anni di fila

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Foto Fabio Cimaglia / LaPresse11-07-2014 RomaConferenza stampa di Marianna Madia sulla riorganizzazione della Pubblica AmministrazioneNella foto Marianna MadiaPhoto Fabio Cimaglia / LaPresse11-07-2014 Roma (Italy)Press Conference of Marianna Madia on the reorganization of the Public AdministrationIn the photo Marianna Madia

Statali, stabilizzare i precari, stretta sui licenziamenti per scarso rendimento e visite fiscali uniche dell'Inps al via da settembre.Rifoma Madia completa.

Statali, assumere i precari, licenziare se bocciati per tre anni di fila e periodo-ponte per le visite fiscali: passano dalle Asl all’Inps, con orari identici ai lavoratori privati, ma non prima di settembre. Sono queste le basi su cui si fonda il Testo unico del pubblico impiego e quello sui premi di produttività, ultimi due decreti attuativI della riforma Madia, sono legge. Il via libera definitivo è arrivato oggi dal Consiglio dei ministri. Testi cruciali, la cui approvazione sblocca anche il rinnovo del contratto degli statali, fermo da otto anni.

Assunzioni e licenziamenti

Nel biennio 2018-2020 saranno assunti coloro che hanno lavorato almeno tre anni degli ultimi otto anche in più di un’amministrazione. Il requisito dei tre anni potrà essere maturato entro il 31 dicembre 2017. L’assunzione sarà diretta per chi ha già superato un concorso e possibile anche in amministrazioni diverse da quelle di appartenenza. Gli altri dovranno partecipare ai bandi, potendo però contare su una riserva della metà dei posti messi a concorso.

Per quanto concerne invece i licenziamenti, coloro che per tre anni di fila verranno bocciati, saranno licenziati. Il codice disciplinare amplia le casistiche di licenziamento da sei a dieci. Accanto ai furbetti del cartellino, alle assenze ingiustificate e alle false dichiarazioni per ottenere posti e promozioni, le nuove regole impongono il cartellino rosso anche per chi viola in modo grave e reiterato i codici di comportamento oppure per scarso rendimento. E incassa “costanti valutazioni negative”.

Gli statali e la produttività

La nuova riforma Madia va ad abolire definitivamente le tre fasce fissate dalla legge Brunetta, che avrebbero azzerato i premi al 25% del personale. I nuovi criteri invece, prevedono la “valutazione della performance” dell’intero ufficio in termini di servizi resi. Spetterà alla contrattazione decentrata declinarla, fissando parametri e obiettivi.

Dunque, una nuova riforma per gli statali che dovrebbe consentire al Bel Paese di dare una stretta nei confronti di coloro che da anni stanno aspettando di regolarizzare la loro posizione lavorativa.

Allo stesso tempo, nuove norme per controllare coloro che, negli anni, non sempre hanno seguito alla lettera tutte le leggi vigenti.

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