Stati Uniti, maxi risarcimento per diagnosi sbagliata

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Stati Uniti, maxi risarcimento per diagnosi sbagliata

New York. Ha ottenuto un risarcimento record, per essere stata vittima di un eclatante caso di malasanità. Riceverà 17,9 milioni di dollari, infatti, la 35enne Tabitha Mullings, alla quale nel 2008, a causa di un errore medico, furono amputati gli arti superiori e inferiori.

La Mullings, che soffriva di un’infezione resistente ai farmaci, venne ricoverata al Brooklyn Hospital Center e, dopo un giorno di degenza, fu rimandata a casa con una diagnosi di calcoli renali. Ancora sofferente, la donna si rivolse di nuovo al servizio di emergenza, ma i paramedici rifiutarono per due volte di riportarla in ospedale e, quando si resero conto che l’infezione si era ormai propagata per tutto il corpo, era troppo tardi: la donna entrò in coma e i medici furono costretti ad amputarle mani e piedi. E, al risveglio, Tabitha Mullings, scoprì non solo di essere priva degli arti, ma si accorse anche di aver anche perso la vista da un occhio.

L’accordo record è stato raggiunto lo scorso 4 marzo, al termine di oltre tre anni di battaglia legale che, alla fine, ha riconosciuto nel caso un esempio di malasanità.

Tabitha Mullings, che dal 2008 ha perso l’autosufficienza ed è costretta a chiedere aiuto a qualcuno, anche per le esigenze quotidiane, ha deciso di raccontare in un libro la sua storia.

Marika Nesi

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