Stato insolvente e imprese costrette a chiudere: 200 solo a Palermo COMMENTA  

Stato insolvente e imprese costrette a chiudere: 200 solo a Palermo COMMENTA  

Tre miliardi e mezzo di euro attesi dalle imprese siciliane nei confronti dello Stato. E’ questo l’enorme debito che Stato, Regione ed enti locali non sono riusciti a saldare portando nel 2011 alla chiusura di 600 imprese in tutta l’Isola di cui circa 200 solo a Palermo, con oltre 1200 lavoratori licenziati. La difficoltà a liquidare entro i tempi previsti nasce dal fatto che il 60% delle aziende è fornitrice degli enti pubblici e la mala burocrazia e l’intermediazione della politica hanno contribuito ad aggravare la situazione. Attualmente i creditori più esigenti sono quelli degli Ato rifiuti, società nate per gestire la raccolta in Sicilia che attendono il pagamento di circa un miliardo da parte dei Comuni. Esiste una direttiva europea in difesa delle imprese che obbliga uno Stato a saldare i propri debiti entro trenta giorni, con limitate eccezione fino a 60, imponendo interessi di mora dell’8% in caso di ritardo ma la norma non sembra essere stata recepita dall’Italia che arriva fino a due anni per pagare un debito. Intanto la Regione sta lavorando per dare piena attuazione alla certificazione dei crediti vantati dai privati nei confronti delle pubbliche amministrazioni locali per dare la possibilità attestando il credito vantato di poter ottenere o un finanziamento o una sorta di compensazione con i tributi da pagare.

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