“Steve Jobs”, Walter Isaacson COMMENTA  

“Steve Jobs”, Walter Isaacson COMMENTA  

Saranno lo stile corretto e la narrazione lucida, sarà che il personaggio di cui si discute ha cambiato per sempre l’universo dell’informatica e del brand, ma la biografia capovolo di Walter Isaacson, “Steve Jobs”, (Mondadori, 2011), ha raggiunto ogni libreria d’Italia, conquistando un successo unanime e un alto livello di gradimento. Una pubblicazione maturata subito in bestseller, destinata a evolvere, successivamente, in uno dei long seller più celebri al mondo.


Pura e semplice verità

Chi si appresta alla lettura di un libro di questo genere sa che non troverà mai la suspense di un romanzo d’avventura, quanto piuttosto una biografia precisa e, in questo caso, estremamente dettagliata della vita di un personaggio mondiale. Era il giorno di Capodanno 2009 quando lo scrittore Walter Isaacson ricevette la famosa telefonata. Era Steve Jobs che gli disse, senza troppi giri di parole: << Ho fatto tante cose di cui non sono fiero ma non ho scheletri nell’armadio che non possano essere mostrati e penso che tu sia bravo a far parlare le persone. >>

Una vita in un libro

La vita di Steve Jobs viene narrata sin dalla sua giovinezza: l’infanzia insieme alla sua famiglia adottiva, l’adolescenza a Cupertino e la residenza in India per dedicarsi agli studi informatici più all’avanguardia. E poi, naturalmente, le sue idee, le sue creazioni e, infine, il successo, la fama e la gratificazione. Walter Isaacson canta le lodi di un uomo che ha dato tutto pur di inseguire i propri sogni, e mette in luce la sua capacità di realizzarli grazie unicamente alle proprie risorse e alla propria forza di volontà.


Non solo fama e gloria

Il successo non è solo potere e gratificazione ma anche costanza, applicazione, apprendimento e desiderio di un continuo miglioramento. Questo comporta una notevole difficoltà nella formazione di legami affettivi particolarmente profondi – per la dedizione completa alle proprie attività – e solitudine. Ma la vita di Steve Jobs, o meglio i suoi ultimi dieci anni di vita, sono stati toccati anche dalla malattia – tumore maligno al pancreas – che lo ha portato alla morte, il 5 ottobre 2011. Il successo del libro dipende, molto probabilmente, proprio da questa descrizione oggettiva ma squisitamente umana, il resoconto di una vita che ne ha cambiate tante altre.


Filippo Munaro

 

 

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