Stones, l’ira dei fan: ‘Pagato 100 euro per non vedere nulla’

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Stones, l’ira dei fan: ‘Pagato 100 euro per non vedere nulla’

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Stones, l'ira dei fan: 'Pagato 100 euro per non vedere nulla'

Molti fan dei mitici Rolling Stones non hanno potuto godersi lo show tenuto a Lucca da Mick Jagger e soci. L'organizzazione dell'evento sarebbe stata penosa.

Una serata rovinata

Doveva essere una serata di festa, indimenticabile, storica. E per molti versi lo è sicuramente stato. D’altronde, se si parla di un concerto dei Rolling Stones non potrebbe essere altrimenti. Ma molti fan presenti allo storico evento, tenuto a Lucca il 23 settembre scorso, hanno avuto da ridire.

Non si può certo prendersela troppo con i Rolling Stones, i quali, anche se non più giovanissimi, sul palco riescono a farsi ancora valere con la loro musica leggendaria e il loro grande carisma. Davvero, Mick Jagger fa ingoiare la polvere a molti ragazzini. Il problema è stata l’organizzazione dell’evento.

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Poca Satisfaction

Il Codacons sta ricevendo, in queste ore, sempre più proteste di molti spettatori. Diversi fan che hanno assistito al concerto dei Rolling Stones al Lucca Summer Festival, denunciano carenze sul fronte dell’organizzazione e disagi di vario tipo. Anche sui social network e sui siti di musica si stanno moltiplicando le proteste di chi, pur avendo pagato un regolare biglietto, non ha potuto godere pienamente del live degli Stones.

In particolare gli utenti denunciano la totale inadeguatezza della location ( Ex Campo Balilla, mura di Lucca), che non ha reso visibile per molti il palco, ma anche l’insufficienza di bagni chimici, lo spazio ristretto per gli spettatori, la presenza di persone arrampicate su alberi e lampioni con ripercussioni sul fronte della sicurezza, code chilometriche e acustica non all’altezza dell’evento.

Migliaia di recensioni negative che si stanno moltiplicando in rete, e che portano ora il Codacons a rivolgersi alla Procura di Lucca, con un esposto in cui si chiede di aprire una indagine sull’organizzazione del concerto. Si vuole verificare il pieno rispetto dei diritti degli utenti che hanno pagato un regolare biglietto a fronte di un servizio per molti deludente.

Concerti sempre più cari

Quindi, una grandissima serata rovinata dalla scarsa organizzazione dell’evento. Non è assolutamente la prima volta che succedono preteste simili nel nostro Bel Paese. Spesso, poi, si fa il paragone con gli altri grandi festival estivi d’Europa (Rock Am Ring, Glastonbuty, Wacken…) , ed effettivamente, a detta di tutti, l’organizzazione ed i servizi non sono paragonabili. A render tutto più amaro da digerire, è il prezzo dei biglietti. Da qualche anno a questa parte, per le grosse band bisogna sborsare 80-100 euro come minimo. Una cifra importante che, sembra, continua ad aumentare un po’ col passare degli anni.

La protesta, probabilmente, cadrà nel vuoto

Il rapporto qualità-prezzo sta alla base della protesta.

Protesta che, molto probabilmente, cadrà nel vuoto purtroppo. Come già detto, non è la prima volta che viene manifestato un simile malcontento, e non c’è mai stato un miglioramento importante. L’unica vera protesta, che potrebbe avere una certa efficacia, è quella di boicottare tutti i concerti. L’anno successivo, o addirittura nell’immediato, gli organizzatori, con la coda tra le gambe, dovrebbero “inventarsi” qualcosa, tipo fare bene il proprio mestiere e non guardare solo al guadagno. Ma è utopico che i fan siano disposti a rinunciare così al concerto dei propri idoli.

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